giovedì, 30 dicembre 2004
Un film per Magneto
VARIETY annuncia che la 20th Century Fox ha scelto Sheldon Turner (autore delle correzioni sullo script del remake di THE AMYTIVILLE HORROR, autore delle sceneggiature per il prequel di NON APRITE QUELLA PORTA, attualmente in pre-produzione, e per il rifacimento di QUELLA SPORCA ULTIMA META), per scrivere MAGNETO, un thrilling d'azione incentrato sul personaggio interpretato da Ian McKellen nei due film sugli X-MEN.
Il progetto segna il secondo spin-off legato ai Mutanti di Xavier, dato che è attualmente in preparazione il film "assolo" di WOLVERINE.
I due lungometraggi ispirati al mondo degli X-MEN verranno sviluppati in contemporanea con la terza avventura cinematografica del super gruppo. Anche MAGNETO dovrebbe comunque venir finanziato dal duo Lauren Shuler Donner e Avi Arad.
Il film sarà ambientato negli anni successivi al periodo di reclusione di Eric Magnus Lensherr (vero nome di Magneto) nel campo di concentramento nazista (scena mostrata in apertura del primo X-MEN): visto che verranno proposti quasi esclusivamente gli anni formativi del personaggio, non è dàto sapere se Ian McKellen sarà della partita.
Lo sceneggiatore immagina il film come IL PIANISTA INCONTRA X-MEN, vicenda di un ragazzo che, vista brutalmente uccisa la sua famiglia, scopre di possedere dei poteri sovrumani, e cerca vendetta.
Il plot dovrebbe prevedere in forma massiccia l'intervento di Charles Xavier, qui mostrato nei panni di un soldato delle forze alleate che libera i prigionieri dei campi di concentramento. I due personaggi si incontreranno immediatamente dopo la guerra e, pur se entrambi mutanti, le loro divergenze d'opinione li trasformeranno presto in nemici.
Be', che dire? Il progetto, oltre a essere una grande sorpresa, mi pare davvero interessante: chissà cosa ne verrà fuori? Certo che un Magneto senza il carisma di McKellen...
Fonte: www.paninicomics.it
giovedì, 23 dicembre 2004
L'Eros secondo Antonioni-Sodembergh-Kar Wai
Tre cortometraggi diretti dai tre grandi registi Wong Kar-wai, Steven Soderbergh e Michelangelo Antonioni, sui segreti dell’erotismo e dell’amore. Tra stili diversi, tre storie che scandagliano l'enigma di passioni e sentimenti: il racconto di Wong Kar-wai mette in scena la sensualità con struggente poesia; Steven Soderbergh dirige una commedia ironica e maliziosa; Michelangelo Antonioni riflette sull’abisso tra uomo e donna. Tre maestri a confronto, tre scuole, tre ideologie, tre mondi, tre immaginari estranei gli uni agli altri, a confronto sull'eterno interrogativo: "che cos'è l'amore?".
La Mano di Wong Kar Wai
Shanghai, 1963. Chang, un apprendista sarto, è sedotto dalle misure del corpo di Miss Hua, un'affascinante e avvenente prostituta d'alto bordo. La fascinazione e l'amore di Chang restano fedeli nel tempo.
Equilibrium di Steven Soderbergh
New York, 1955. Un pubblicitario è ossessionato da un sogno ricorrente: una donna nuda che conosce - ma che non riesce a ricordare al risveglio. Ironia della sorte, il suo psicanalista durante la prima seduta di analisi dell'uomo è continuamente distratto da una donna attraente che spia dalle finestre dello studio.
- Il filo pericoloso delle cose di Michelangelo Antonioni
Toscana, oggi. Una coppia in crisi, decide di fare una breve gita al mare per ritrovare un po' di magia nel loro rapporto. La passione del marito, invece, viene risvegliata dall'incontro con una donna misteriosa.
fonte: KataWeb Cinema, Italica
martedì, 14 dicembre 2004
Closer
di Ferdi Carcavallo per KinemaZOne
La parola stranger, che in inglese ha il duplice significato di straniero ed estraneo, è il leit motif di questo film. Due coppie di adulti, americane le donne e inglesi gli uomini (stranieri) si incontrano avventurandosi in e avviando delle storie flebili e rapporti che si rivelano precari a causa della ricerca sfrenata di verità e sincerità e dell'incapacità di riconoscere l'amore come sentimento irrazionale. Mike Nichols, regista di mestiere (Il laureato, Wolf) ma non certo generoso e prolifico, dopo la parentesi televisiva di Angels of America torna al cinema con un film molto particolare, molto parlato, molto crudo incentrato sulla flebilità dei rapporti di coppia.
Sinceramente, bisogna essere armati di una buona dose di volontà e predisposizione all'analisi per apprezzare questo film senza essere tediati dai lunghi e crudi dialoghi.
In definitiva si tratta di un film interessante, che offre diversi spunti di riflessione, ben recitato, diretto con freddezza, che a tratti ricorda il Sodembergh di Sesso bugie e videotapes e Full Frontal.
Doppiato con poca cura, la voce da macho di Clive Owen è veramente fuori contesto.
lunedì, 13 dicembre 2004
L'uomo senza sonno
di n3tgan3sh per it.arti.cinema
La traccia dolorosa, una lieve pressione costante, un dolore compresso che chimicamente con lentezza il regista Brad Anderson libera virando al no-color-blue, piccole es-plosioni della mente che libera sogni ed effettua operazione catartica di Trevis, l'operaio che porta stivali texani intarsiati, piace alle donne e vive da un anno senza sonno con molti sogni, ovvero la morte rovesciata - l'alternarsi del sonno e dei sogni è la pulsione tra vita e morte come Ferenczi spiego' : l'insistente entrare della morte (che si incarna nel trauma di T.) nella nostra vita.
Cosi' questa esistenza lampeggia tra paranoidi complotti e si spegne in impossibili relazioni, la terribile disperazione inerziale di Trevis arriva a redimere l'amica prostituta, che ascolta ed e' ascoltata, corpo violato eppur cosi' puro nella bella e dolente interpretazione di Jennifer Jason Leigh (me la immaginavo cosi' nella parte tagliata da Kubrick in Eyes Wide Shut).
Atmosfere che richiamano altri esploratori della psiche per immagini - Cronenberg, Lynch, Jodorowsky nel piccolo Santa Sangre che irrompe dal frigo-dispensa di cibo avariato in una casa piena di dimenticanze quotidiane come rito ricorrente per rimuovere il Crash.
Il Pasto Nudo di Trevis-Miller-the-Killer, ampio citazionismo assai lezioso (verrebbe da dire capzioso), la galleria degli Orrori e l'Amore a cui si aggrappa disperatamente l'Uomo Senza Sonno sono incrinati in parte da un disequilibrio registico, che si lacera in senso filmico con frequenti amnesie nel montaggio manieristico eppur si ferma a un passo dalla delusione con repentine intuizioni e genuina ricerca di un linguaggio proprio, e in questa prova d'autore Anderson raccoglie alcuni frutti di un'acerba (ma in crescita dal precedente Session9) letteratura di genere impreziosita da sprazzi di genio.
Il senso del ritmo di Anderson e' forte, la tensione e' un susseguirsi di brevi oscillazioni che seguono il personaggio di Travis nei suoi frequenti passaggi di stato alterato mentale.
Anche i nostri occhi si sbarrano per poi spalancarsi, si socchiudono le labbra e il fastidio claustrofobico e' avvolgente.
Bale e' magnifico in un'interpretazione che aldila' della privazione pura del corpo lavora di cesello nelle maschere psichiche dell'espressione, benche' a volte tirata e fin troppo allucinata (e vorrei vedere).
domenica, 12 dicembre 2004
Be cool
Marzo 2005. Uscirà negli USA il seuito di Get Shorty intitolato Be Cool. Il protagonista sarà ancora John Travolta nella parte del maioso Chili Palmer e ancora Danny de Vito in quella della star Hollywoodiana Martin Weir. La protagonista femminile stvolta, al posto di Rene Russo, sarà la splendida Uma Turman che, torna a far coppia con Travolta da i tempi di Pulp Fiction, film che tornerà in mente spesso anche per la presenza di Hervey Keitel.
La trama di Be Cool racconta chi Chili che, diventato produttore di Hollywood, abbandona questo mondo lanciandosi in quello dell'industria musicale diventando il promoter di una cantante perseguitata dalla mafia russa.
Il regista di questo film è F. Gary Gray (Il negoziatore, The Italian job).
KinemaZOne vi linka con immenso piacere il divertente trailer.
La guerra dei mondi di Spielberg & Cruise

Il 2005 sarà ricordato sicuramente nella storia del cinema come l'anno dei remake, dei sequel, dei prequel, dei restart etc. Questa volta tocca ad uno dei film di fantascenza degli anni '50 più famosi, La guerra dei mondi, tratto da un romanzo di Helbert. G. Wells. Il remake, che porterà lo stesso titolo, arriva ad opera di Steven Splielberg e sarà interpretato da Tom Cruise. Chissà se in questa versione Spielberg e Cruise penseranno ad un nuovo finale, visto che quello dell'originale è celeberrimo e non lo citiamo per quei pochi (fortunati) che non lo conoscono. Chissà, inoltre, se le astronavi marziane avranno ancora quella curiosa forma "a cigno" che valse un Orcar speciale nel 1953 a George Pal per gli effetti speciali.
A dir la verità, il film del 1953 ebbe successo grazie prorpio gli effetti speciali, che allora costituivano una novità rivoluzionaria nel cinema, ma come film e come trama era di gran lunga inferiore ad altri SciFi dell'epoca, come L'invasione degli ultracorpi, che pero', dal punto di vista scenico, non offrivano un grande spettacolo. Visto che i tempi sono cambiati e che ogi li effetti speciali non sorrendono più nessuno, questa versione i Spielberg punterà certamente su altri fattori, che non siano quelli visivi.
KinemaZOne vi linka il sito ufficiale del film dove per ora c'è poco a parte un brevissimo Teaser.
Sito ufficiale e trailers
L'altro remake di Timothy Hine
venerdì, 10 dicembre 2004
Il signore delle scimmie
di Ferdi Carcavallo per KinemaZOne
Il regista Peter Jackson a Natale del 2005 riuscirà in un progetto datato 1997, quello che lo vede portare sugli schermi il remake di King Kong. Vittima e causa dei mali dello scimmione, in quel ruolo che fu l'inizio della carriera per Jessica Lange nel 1976 e di Fray Wray nella versione del 1933, sarà Naomi Watts, mentre il premio Oscar Adrien Brody sarà l'impetuoso pilota Jack Driscol. Il comico Jack Black sarà invece il regista/imprenditore capo della spedizione all'isola Skull alla ricerca di Kong e che avrà la bellissima idea di portarlo a New York.
Se avete voglia di seguire quasi in tempo reale le fasi di lavorazione del film per avere in anticipo il piacere di vedere le foto e i filmati, prima di essere sommersi da quello che si prevede possa essere la più grande azione pubblicitaria della storia del cinema, KinemaZOne vi linka con piacere un sito fornitissimo e un filmato Quick Time in cui Peter Jackson e i suoi collaboratori illustrano agli attori l'utilizzo della Computer Graphics per il film.
La lavorazione di King Kong di Peter Jackson
giovedì, 09 dicembre 2004
Sin City
Come gli appassionati di fumetti sanno benissimo, il regista Robert Rodriguez, con la complicità di Quentin Tarantino, porterà entro il 2005 il fumetto Sin City di Frank Miller (l'artefice del moderno Batman) nelle sale cinematografiche. Oltre che per regista e soggetto, il cast del film è sorprendente anche nella scelta degli attori. Si va da Jessica Alba a Bruce Willis, da Rosario Dawson a Benicio del Toro, e Mickey Rourke.lunedì, 06 dicembre 2004
Il nuovo Superman - Uno sconosciuto a successore di Christopher Reeve
di Mr. Onion per KinemaZOne
Bryan Singer ha infine trovato il suo uomo… o, per essere più precisi, il suo nuovo Superman.
Dopo una estenuante ricerca durata cinque mesi, il regista Bryan Singer ha scritturato il semi-sconosciuto Brandon Routh, un ragazzo di 25 anni nativo dello stato dell’Iowa, per il ruolo di Clark Kent e Superman nel quinto film della serie in uscita nel 2006.
Da tre anni nella soap-opera “One Life To Life” (Una Vita da Vivere), il bel duro Routh - conosciuto anche come B.J. – è apparso nelle serie televisive “Gilmore Girls”, “Will & Grace” e “Cold Case”.
Fonti interne riportano che Singer insistesse nello scegliere uno sconosciuto per la parte, così come per la sua sorprendente scelta dell’asso Hugh Jackman nel ruolo di Wolverine in “X-Men”.
Routh ha sbaragliato dei candidati di alto profilo come Ashton Kutcher (“That’70s Show”), Brendan Fraser (“La Mummia”) e Jim Caviezel (“La Passione di Cristo”) per l’ambitissima parte nell’esaustiva ricerca che Singer ha condotto negli Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Australia.
Migliaia di candidati sono stati selezionati per succedere a Cristopher Reeve prima della selezione finale fatta nei primi giorni di ottobre (che ha visto l’esclusione di Tom Welling, il Clark Kent della serie televisiva “Smallville”).
“A dispetto delle speculazioni, è stata sempre mia assoluta intenzione scegliere uno sconosciuto per questo ruolo”, afferma Singer. “Brandon è un ottimo attore che possiede le caratteristiche fisiche di Clark Kent e Superman. Inoltre incarna l’eredità e la storia di questo personaggio in un modo tale che mi rende certo di aver fatto la scelta giusta.”
Con la scrittura di Routh, sia Singer che lo studio di produzione hanno superato l’ostacolo maggiore. 
Dal momento in cui il nuovo film di Superman era stato messo in cantiere dalla Warner Bros., quasi sette anni fa, si sono susseguiti tre differenti registi: il timoniere di “Charlie’s Angels”, McG; l’autore di “Batman”, Tim Burton; il regista di “Red Dragon”, Brett Ratner.
Ognuno di loro ha poi abbandonato il progetto, lamentando problemi di sceneggiatura, casting o di budget per giustificare l’impossibilità di lavorare con lo studio.
Bryan Singer, che ha abbandonato il nuovo film degli “X-Men” e la Fox per dirigere “Superman” per la Warner Bros., sta ancora lavorando alla stesura della sceneggiatura del film insieme ai suoi “X2” co-sceneggiatori, Mike Dougherty e Dan Harris.
Il nuovo film si collocherà cronologicamente dopo i primi due “Superman” originali degli anni ’70 e vedrà Superman ritornare a Metropolis dopo un periodo di assenza durato 6 anni.
I dettagli sono pochi, ma l’impostazione base sono gli eventi che accadono nel finale del “Superman II” del 1980. Superman perde i suoi poteri dopo essere passato in una macchina nella Fortezza della Solitudine che lo bombarda con radiazioni che lo privano delle sue capacità superumane. Con un Superman senza poteri, il caos regna nel mondo ed è questo lo scenario per il trionfante ritorno del personaggio nel sequel di Singer.
“Prendo ‘Superman’ I e II e li colloco in una specie di storia vaga”, dice Singer. “[Nel nuovo film], Superman esiste, ma è stato via per un lungo periodo di tempo, [e ora] sta tornando. E’ quasi come quando dei messia arrivano e portano prosperità, poi vanno via e sarebbe stato meglio che non fossero mai venuti.”
Intanto la prossima sfida per Singer sarà completare il cast prima che la produzione del progetto (costi stimati di 150 milioni di dollari) abbia inizio nei primi mesi del 2005.
Sono già in corso le audizioni delle candidate ad interpretare il ruolo dell’amore di Superman, Lois Lane: Mischa Barton (la Marissa della serie televisiva “The O.C.”), Carisma Carpenter (“Angel”), Evangeline Lilly (“Lost”), Natalie Portman (“Star Wars: Revenge of the Sith”), Keri Russel (“Felicity”) e Mia Kirshner (“The Crow: City of Angels”).
Per gli altri ruoli, tra i possibili candidati Kevin Spacey (“I Soliti Sospetti”) come Lex Luthor, Steve Martin (“Bringing Down The House”) come Perry White, e Adam Brody (ancora dalla serie televisiva “The O.C.”) come Jimmy Olsen.
fonte: Wizard (The Comics Magazine) 159 – Mike Cotton
domenica, 05 dicembre 2004
Una banda di idioti al cinema
di Ferdi Carcavallo per KinemaZOne
Non c'è niente di provocatorio nel titolo di questo post. Una banda di idioti è il titolo del romanzo postumo di John Kennedy Toole che dovrebbe approdare prossimamente al cinema ad opera del regista David Gordon Green.
Kennedy Toole era un insegnante di letteratura inglese della Lousiana che nel 1969, a soli 32 anni, si tolse la vita, con all'attivo un solo romanzo, The Neon Bible, scritto quando avva solo 16 anni e già portato sullo schermo da Terence Davies nel 1995. Dopo la sua morte sua madre riuscì a far pubblicare Una banda di idioti nel 1981, facendo guadagnare al figlio scomparso il premio Pulitzer. La storia del libro è quella del gigante Ignatius Reilly, disgustoso e supponente essere pigro e onanista che conduce un' esistenza solitaria, sprezzante e misogina. Un'evento imprevisto (un incidente d'auto e la conseguente richista di risarcimento) lo costringe ad abbandonare questo aureo isolamnto nella sua minuscola casetta per cercare lavoro in una surreale (?) NewOrleans ed incontrare una serie di personaggi al dir poco singolari.
La versione cinematograica del romanzo vedrà l'attore comico Will Ferrell nella parte di Ignatius, Lily Tomlin in quella della madre e Drew Barrymore, nel duplice ruolo di interprete e produttrice del film.
Il film dovrebbe vedere la luce entro il 2005, ma il progetto risale agli anni '80 ed inizialmente era John Belushi a dover interpretare Ignatius.
Una banda di idioti (il libro)
sabato, 04 dicembre 2004
E adesso tocca a Sub-Mariner
Sub Mariner, ovvero il principe Namor del regno subacqueo di Atlantis, non è sicuramente uno dei personaggi dei fumetti Marvel più conosciuti, ma scuramente è tra i più interessanti, per quella sua caratteristica di non essere precisamente un giustiziere, ma più che altro un pasionario con super poteri, prima difensore della razza umana e poi suo nemico. L'autorevole rivista americana Variety annuncia una trasposizione cinematografica della storia dell'eroe prodotta dalla Universal Pictures e, almeno nelle intenzioni, diretta da Cris Columbus, il regista di Harry Potter. La scenegiatura dovrebbe invece essere di David Self (Era mio padre).
Il nuovo Batman di Christopher Nolan
A luglio uscirà in America il V film su Batman, Batman begins, l'immancabile prequel. Il regista di questa puntata dell'eroe di Bob Kane è Christopher Nolan, l'autore del moderno cult Memento e di Insomnia, mentre ad impersonare Bruce Wayne è Christiam Bale, il protagonista di un altro cult non molto conosciuto da noi, Velvet Goldmine (Todd Haynes, 1998). 
Altri interpreti del film saranno Michael Caine, Liam Neeson, Rutgher Hower, Morgan Freeman e Gary Oldman. Un cast tenico e artistico di prim'ordine per un film che promette di essere completamente diverso da un Comic Movie, sia nelle atmosfere che nella storia.
La trama raconta delle origini del super eroe, delle cause che portarono il miliardario Bruce Waine a diventare il giustiziere mascherato di Ghotam City.
Il trailer disponibile sul sito della WB somilia in maniera preoccupante al trailer di un altro prequel di quest'anno, quel famigerato Esorcista-La genesi che tanto ha deluso e del quale aspettiamo di vedere la versione alternativa di Paul Shrader in DVD.
giovedì, 02 dicembre 2004
Il ritorno di Johnny e Tim
di Ferdi Carcavallo per KinemaZOne
Non c'è niente da fare. Tim Burton, nel bene e nel male, è un inguaribile nostalgico. Per quanto sia un artista apprezzato e prolifico, il suo talento disdegna l'originalità. Quest'uomo è convinto che la sua missione sia quella di riportare sugli schermi le cose che il pubblico ha già visto, amato o odiato, e su questa convinzione ha basato quasi tutta la sua filmografia.
Dopo aver provato a inventare qualcosina di nuovo, ma sempre ossequiosamente rispettando i canoni del cinema di genere, con Edward mani di forbice e BettleJuice, ci ha riproposto Batman, Il pianeta delle scimmie, la fantascienza anni '50 di Mars Attacks e persino i film di Ed Wood. Sia ben chiaro che tutto quello che ha fatto lo ha fatto bene riuscendo dove altri hanno messo su delle pacchianate (vedi i Batman dopo di lui), ma l'ossessione di riportare in vita quello che ha visto da bambino è senza dubbio il leit motiv della sua produzione. A luglio 2005, quindi, per non smentirsi,
Tim farà uscire nelle sale ameriane il remake di Willy Wonka e la fabbrica del cioccolato, un film per ragazzi con Gene Wilder del 1972, poco consciuto in Italia, che raccontava la storia di una fantastica fabbrica di cioccolato, in cui lavoravano gnomi dorati con fantasiosi macchinari, il cui bizzarro prorpietario (Willy Wonka) sottoponeva a strane e magiche prove i golosi visitatori.
Il film, intitolato Charlie and the Chocolate Factory, vedrà il ritorno in un film di Burton del suo attore preferito, il bravissimo Johnny Depp nella parte di Willy Wonka, forse l'unico ad Hollywood in grado di interpretare un personagio così in bilico tra follia e magia.
KinemaZOne vi linka il trailer del film di Burton, quello con le notizie più interessanti e quello dedicato al primo film del 1972.
Il nuovo Woody Allen: Melinda e Melinda
Vita e morte di Peter Sellers
di Antonio Bracco per CastleRock
(...)Il film ripercorre le tappe salienti della vita artistica di Sellers dagli esordi alla radio, passando per le ricostruzioni storiche dei set de La pantera rosa, Il Dottor Stranamore e Oltre il giardino. Il ruolo principale è stato affidato all’australiano Geoffrey Rush il quale ha trascorso più ore in sala trucco che sul set. L’attore assume almeno quindici aspetti diversi tra i vari periodi della vita nell’attore britannico e i più noti personaggi da lui resi celebri. Rush prende in prestito, per brevi sequenze, anche le personalità degli altri protagonisti della storia (padre, madre, moglie…) rivolgendosi al pubblico in sala.
Stephen Hopkins, noto per aver diretto film di tutt’altro genere e d’esiguo successo (Predator 2, Lost in Space - Perduti nello spazio, Blown Away - follia esplosiva), è il regista scelto secondo chissà quale criterio. Tra gli attori co-protagonisti solo Charlize Theron (che interpreta l’attrice Britt Ekland, seconda moglie di Sellers) ha tempo a sufficienza per caratterizzare il proprio personaggio garantendo un discreto supporto alla performance di Geoffrey Rush.
Gli altri, Emily Watson (nei panni della prima moglie Anne), John Lithgow (in quelli di Blake Edwards), Stanley Tucci (Stanley Kubrick) e Sonia Aquino (Sophia Loren) si limitano a sfrecciare come comete senza direzione né direttive.
La corruzione del patinato mondo del cinema e i genitori troppo indulgenti sono i presupposti su cui è costruito l’inspiegabile comportamento di Sellers, brutale con le donne ed insensibile verso i figli. Quarant’anni fa nessuno si sarebbe permesso di sbirciare nella vita privata di un artista, perché ancora esistevano quelle dottrine morali oggi demolite dalla generosità dei media nel soddisfare l’avidità del pettegolezzo. Forse Peter Sellers era veramente insicuro, violento, collerico, sempre sull’orlo della nevrosi. Forse la sua vita era davvero dozzinale ed insipida, ma gli autori peccano di presunzione credendo di rendere un servizio pubblico con un film che si ritorce contro loro stessi risultando dozzinale ed insipido a sua volta.
Resta da capire per quale ragione un mediocre film TV come questo è stato selezionato per concorrere alla palma d’oro al Festival di Cannes 2004. Anche il lavoro, seppur encomiabile, di Geoffrey Rush è inutile. Hopkins non era il regista con l’appropriata sensibilità artistica per raccontare una biografia tanto controversa su di un attore tanto amato. Molto meglio avrebbe fatto un maestro come Milos Forman, ma sinceramente di ricordare e scoprire sotto questa luce opaca quel talento senza eguali che fu Peter Sellers, nessuno ne sentiva la necessità.
La Cucinotta da alla luce bambini invisibili
L'attrice siciliana (...) ha rivelato ai giornalisti alcuni dettagli del primo progetto in veste di imprenditrice cinematografica. "Sto producendo un film per bambini insieme alla mia amica Chiara Tilesi - ha riferito - si chiamerà All the invisible children. Abbiamo messo insieme sette registi internazionali tra cui Kusturica, John Woo, Riddley Scott, Jordan Scott, Spike Lee, Stefano Veneruso (nipote di Massimo Troisi), Vittorio Storaro. Tutti loro faranno degli 'short movies' di 12 minuti che poi metteremo insieme per farne un intero film che parlerà dei bambini di tutto il mondo e dei loro problemi".
"Kusturica, Scott e la figlia Jordan, e anche Veneruso hanno già finito di girare - prosegue la diva messinese -, adesso inizierà le riprese John Woo e per ultimo Spike Lee. Il film è dedicato ai bambini, quelli che soffrono per grandi problemi sociali ma anche quelli che soffrono dell'indifferenza degli adulti, tanto che diventano davvero invisibili ai nostri occhi".
"Attraverso questo film - ha concluso - speriamo che i loro problemi ritornino visibili. Un lavoro a sfondo sociale che non è un documentario ma ha la forma del film". I proventi di All the invisible children saranno devoluti al World Food Program dell'Unicef.
fonte: trovacinema.it


