venerdì, 28 gennaio 2005
Italian Comics Movies: Da Bonaventura a Zanardi

A Kriminal di Max Bunker invece furono dedicati ben due film per la regia di Umberto Lenzi (Kriminal, 1966) e Fernando Cerchio (Il marchio di Kriminal - 1968). Anche Satanik, la demoniaca eroina di Max Bunker, ha avuto una trasposizione cinematografica nel 1968 ad opera di Pietro Vivarelli. Si tratta di film non entrati nella storia del cinema ma che oggi sono considerati dei piccoli cult, ed ovviamente pressocchè introvabili.
Da allora si è parlato molto e si è fatto poco, se non qualche accenno o generosa citazione, come il film Dellamorte Dellamore del 1994 di Michele Soavi ispirato ad un personaggio di Tiziano Sclavi (Francesco Dellamorte) che aveva le sembianze di Dylan Dog (dello stesso Sclavi) in quanto interpretato da Rupert Everett, attore preso a modello dai disegnatori del fumetto. Il film è rimasto nell'immaginario di chi l'ha visto per la prezsenza di Anna Falchi nella parte di uno Zombie con le boccie di marmo (rigor mortis?).domenica, 23 gennaio 2005
Fantastici 4: Il trailer
Seguendo un rito ormai consueto per la 20th Centhury Fox, il trailer del nuovo Comics movie della Marvel è disponibile su Internet con 6 mesi di anticipo sull'uscita nelle sale Americane. Dopo avervi anticipato il cast e mostrato le prime immagini, ecco che vi linkiamo il primo trailer ufficiale dei Fantastici 4. Anche questa volta, a giudicare da queste poche immagini, sembra che l'operazione sia riuscita. I Fantastici 4 sono sempre stati il fumetto più pop e più colorato di casa Marvel e il film sembra rispettare questa tradizione. Soprattutto la Torcia Umana sembra essere stata resa sullo schermo in maniera molto fedele a ciò che i lettori di fumetti potevano immaginare. Il film uscirà negli USA il prossimo 4 luglio.
Beh, guardatevi il trailer e poi magari commentate.
Il trailer di Fantastic Four
www.fantasticfourmovie.com
sabato, 22 gennaio 2005
Starsky and Hutch
Non volevo vederlo ma mi ci hanno costretto. Mi hanno fatto bere molto e poi fatto sedere su una poltroncina assicurandomi che si trattava della prima di un nuovo remake di Serpico. Invece era Starsky e Hutch con Ben Stiller e l'inseparabile Owen Wilson. Resomi conto dell'inganno, ed essendo comunque di temperamento docile e ben educato, sono rimasto comunque a vedere il film fino alla fine. Non è stata un'esperienza del tutto negativa (forse grazie all'alcool) e lo sarebbe stato ancora di meno se il titolo del film e il nome dei personaggi fossero stati altri. Ho visto un classico film alla Ben Stiller, in bilico tra Una pallottola spuntata e Tutti pazzi per Mary. Di Starsky e Hutch della TV non c'era davvero niente. Anche l'ambientazione '70 era troppo patinata per essere credibile, un po' alla Austin Powers. Ora arriva la notizia che il regista di questo remake (Todd Philips) abbia remakato un altro mito della TV anni '70, il famigerato uomo bionico, meglio conosciuto come l'Uomo da sei milioni di dollari, che avrà le smorfie di Jim Carrey (anche lui non è che c'entri molto con Lee Mayors). Sembra quasi che si stia utilizzando il mito della TV per invogliare gli spettatore a guardare film che di per se non hanno niente di speciale se non la nostalgia. In Starsky e Hutch è stato addirittura necessario far apparire in un cameo a fine film i vecchi attori della serie televisiva per certificare agli spettatori che si trattava di un remake certificato ed approvato.
venerdì, 21 gennaio 2005
Il viaggio italiano di Martin Scorsese
Chissà se un giorno qualcuno si deciderà a pubblicare anche in Italia questo pregevole documentario sul Cinema Italiano realizzato nel 1999 da Martin Scorsese. Negli Stati Uniti, neanche a dirlo, è disponibile su doppio DVD, mentre nel nostro paese è stato misteriosamente trasmesso in due puntate da Rete4 a inizio giugno 2004, sicuramente per un equivoco: pare che un responsabile Mediaset, visto il titolo ("Il mio viaggio in Italia") avesse pensato si trattasse di un reportage sulla visita di Bush in Italia. E' possibile acquistare il DVD sui negozi online americani (dico www.amazon.com per dirne uno), ma si tratta di un Region 1, e quindi visibile solo in USA e Canada, a meno di non avere un Region Free. Al di la di queste malinconie, pare (perchè non l'ho visto) che si tratti di un lavoro veramente bello. La storia del cinema italiano fino agli anni '70 raccontata dalla voce fine e pacata di MC. Il documentario è stato realizzato con la collaborazione di Suso Cecchi D'Amico. Per consolarci (anche se c'entra ben poco) possiamo solo dire che esiste la possibilità di avere in DVD in Italiano il documentario di Scorsese sul Cinema Americano intitolato Un secolo di cinema (1995), distribuito dalla QMedia.
domenica, 16 gennaio 2005
Troy: Il mitico Achille
di Ferdi Carcavallo per KinemaZOne

Provate ad immaginare il mitico Thor che si fa prestare lo scudo da Capitan America ed ecco che avrete il pelide Achille pronto a far fuori quei cattivacci dei Troiani che gli hanno appena ammazzato il cuginetto. Senza dubbio la nuova tendenza di Hollywood di adattare le gesta degli gli eroi di carta allo schermo ha influenzato non poco la lavorazione di Troy, il fumettone di Wolfang Petersen ispirato ad un fumetto di Omero e Stan Lee.
Del resto i supereroi dei fumetti costituiscono la mitologia dell'era moderna, ma c'è più America in questa guerra di Troia che in Pearl Harbor, soprattutto quando Achille piè veloce dopo il combattimento incita la folla ad acclamarlo come un consumato lottatore di Wrestling.
Come al solito, però, il film alla fine è godibile anche se non ha niente del poema omerico (è un libero adattamento, in fondo) e, se non altro, ci ha regalato molti minuti sullo schermo della bellissima Saffron Burrows, nella parte di Andromaca ma di lunga più bella della fatale Elena.
Attori di Raz
di Ferdi Carcavallo per KinemaZOne
Nel mio ultimo post ho ironizzato (si è capita l'ironia?) su Karim Capuano, sulla sua esperienza di attore nell'attesa del tanto millantato ingaggio con Tarantino ed oggi scopro che Raz Degan, che potrebbe essere considerato il Karim degli anni '80, oggi è tra gli interpreti (seppur con pochissime battute) di Alexander, il colossal storico di Oliver Stone. Non so, certo, come Degan sia arrivato a tale ingaggio, ma credo abbia giocato le stesse carte che hanno a disposizione tanti attori italiani e stranieri, eppure lui, senza avere certo un curriculum accreditato, è riuscito a comparire in un film così importante. A questo punto, caro Karim, ci aspettiamo grandi cose a te. Chissà che un domani, tu, il tuo collega Costantino e Biagio Izzo, non vi ritroviate in un remake de Il buono, il brutto e il cattivo diretti da Tarantino. Alla faccia dell'Actor Studio e del metoso Stanislansky. Sinceramente non ce lo auguriamo, ma non abbiamo motivi per credere che la cosa possa essere impossibile.
sabato, 15 gennaio 2005
Karim: ma quando chiama Tarantino...?
di Ferdi Carcavallo per KinemaZOne
Già da un po' circola la voce di un futuro impegno di Karim Capuano in un film di Tarantino. Per chi non lo conoscesse (che si vergogni!) Karim Capuano è una stella della TV nata in casa Mediaset, un ragazzone pugliese simpatico e irrequieto di origini indiane, ex modello e attualmente di professione ospite delle televisioni Raiset. Molti hanno storto il naso alla notizia di un contratto come attore con il regista cult Tarantino, anche se a vederlo sembra veramente il fratello piccolo di Vincent Vega. E poi non sarebbe la sua prima prestazione come attore. Nel 2003 il buon Karim è stato nientepocodimenoche protagonista del film Il latitante del regista (altrettanto cult) Ninì Grassia, già direttore di artisti del calibro di Gigi D'Alessio, Nino D'Angelo, Mario Merola, Mario e Sal da Vinci. Il film non è stato distribuito nelle sale (o si?) ma è oggi in vendita nelle edicole e credo si tratti di una chicca da non farsi sfuggire. Il cast, oltre a Karim, comprende Toni Sperandeo, Barbara Chiappini e Oscar Di Maio (il Cafone delle TV private napoletane).
mercoledì, 12 gennaio 2005
Un bacio appassionato
di Ferdi Carcavallo per KinemaZOne
Dal verso di una poesia/canzone del poeta irlandese Robert Burns ha il via la storia d'amore tra Rosin e Cadim nella provincia Scozzese. Lei insegnante di musica inglese e cattolica, lui studente/DJ pakistano e musulmano. Ad interferire in questa storia d'amore non è tanto la promessa di matrimonio di Cadim alla cugina Jasmine, quanto l'ostilità delle comunità religiose alle quali i due appartengono. Cattolici e musulmani sono accomunati dalla stessa intransigenza. Lei rischia il posto di lavoro e lui l'affetto della famiglia. La canzone di Burns, quindi, diventa il leit motiv della storia nel momento in cui recita Un Bacio Appassionato e poi ci separeremo.
Ken Loach non è certo un autore dal quale ci si può aspettare un tradimento o un'inversione di rotta. Anche in questa storia d'amore i canoni della sua estetica e del suo impegno sono rispettati. Il film ha, quindi, quel retrogusto di commedia che aiuta non poco a tenere alto l'interesse e l'attenzione per una storia semplice anche se tormentata e un ritmo che assomiglia tanto a quello delle giornate di chiunque.
Nessuna stella del cinema, nessuna trovata registica particolare, nessuna scena ad effetto o finale a sorpresa, eppure per tutto il film si prova una sensazione di piacere nell'essere spettatori di qualcosa che sembra riguardarci e sulla quale non possiamo evitare di riflettere ben oltre la durata del film. Quel che si dice l'opera di un artista.
The terminal
di Ferdi Carcavallo per KinemaZOne
L'apolide Viktor Navorski vive un paio di mesi intrappolato in una falla del sistema burocratico internazionale che lo blocca all'interno dell'area di transito internazionale del JFK di New York. Così il viaggio di Viktor che aveva come scopo la realizzazione di un sogno paterno si trasforma in una pausa nella sua vita, pausa che gli permette da un lato di stare lontano dagli orrori di una guerra in casa, dall'altro di capire come non valga la pena sprecare la vita nell'attesa che un sogno si realizzi, come aveva fatto il padre morto prima che l'ultima tessera del mosaico andarsse a posto, come fa la bella hostess (Zeta Jones) innamorata di un uomo che non lascerà mai la moglie per lei.
Sarà a causa del tema dell'attesa e della sospensione del tempo, ma l'unico difetto che ho trovato in questo film è proprio la lunghezza. Tom Hanks è convincente nella sua infantile goffagine (Il goffo Forrest Gump, L'infantile Big), Zeta Jones poco è più che una comprimaria, Stanley Tucci è se stesso nella parte del capo della sicurezza. Ne' la storia,ne' i dialoghi sono indimenticabili, ma sicuramente il film resterà negli annali per l'ambientazione.
Nove regine
di Ferdi Carcavallo per KinemaZOne
Ho visto con quattro anni di ritardo questo film argentino del 2000 e soltanto perchè dei miei amici ci avevano lavorato (come comparse).
A compensare la delusione del fatto che dei miei amici non ci fosse nemmeno l'ombra, c'è stata la sorpresa di scoprire un vero gioiellino cinematografico. Un gustosissimo intreccio, la storia della preparazione di un colpo grosso da parte di due ladri di strada incontratisi per caso, con disseminazione di indizi continua ed un finale che compensa i ripensamenti e le teorie che inevitabilmente vengono fuori per tutto il film.
A parte qualche piccolo buco narrativo - forse strategico - il film è davvero godibile e molto bravi gli interpreti (a parte i miei amici).
Sembrano chiari i modelli italiani del regista Fabian Bielinsky, da I soliti Ignoti a Pacco Doppio Pacco e Contropaccotto, dichiarati dal tormentone del Ballo del Mattone della Pavone.
Notizia bomba: Sodembergh & Clooney non si sono fatti sfuggire l'occasione e hanno realizzato il remake ambientato a Los Angeles intitolato CRIMINAL, presentato a Venezia e in uscita a febbraio.



