martedì, 30 agosto 2005
Crimini, Coliandro e altri misteri italiani
Come da progetto le storie contenute in Crimini, il best-seller noir dell'estate italiana, diventeranno dei film per il piccolo schermo. Si tratta di otto episodi, ma quello scritto da Carlo Lucarelli non sarà Il terzo sparo pubblicato nella raccolta, bensì Rapidamente, tratto dal libro Medical Thriller, sceneggiato dallo stesso scrittore con l'aiuto dell'amico Giampiero Rigosi (anche lui un ex dell'Incubatoio 16). Il motivo ufficiale della sostituzione del racconto di Lucarelli è puramente formale ("non lo avevo ancora scritto al momento di chiudere il progetto"), ma lo stesso scrittore ammette che Rapidamente è "molto più policamente corretto", mentre Il terzo sparo, che racconta una storia di poliziotti corrotti e collusi con la malavita organizzata, "in tv non ci va proprio". Tra l'altro, per questo autunno era prevista la messa in onda su RaiSet de L'ispettore Coliandro, ma siccome l'attore protagonista Giampaolo Morelli è anche tra gli interpreti di Distretto di Polizia su Canale 5 (cui va data assoluta priorità) per il momento non se ne parla ancora.
Misteri italiani, ma questa è un'altra storia...
Il caimano
di Ferdi Carcavallo per KinemaZOne
Michael Moore, con il suo feroce documentario Farenheith 9/11 decretò la seconda vittoria di Bush alle presidenziali del 2004. Marco Travaglio, con il suo libro-dossier L'odore dei soldi procurò una seconda e più longeva vittoria elettorale a silvio berlusconi alle politiche del 2001, privandoci per sempre di Daniele Luttazzi in TV.
Ora, in previsione delle prossime elezioni, è Nanni Moretti a fornire ancora una volta al nostro amato premier l'occasione di metter su la pantomima della congiura anti-berlusconiana, e lo fa non con un documentario ma con un film di fiction intitolato Il caimano, "nella migliore tradizione del cinema italiano d'impegno civile, come all'epoca fu, ad esempio, Le mani sulla città di Francesco Rosi."
Sono contento innanzitutto del fatto che Moretti torni a far cinema, e dell'impegno politico non potevamo dubitare, ma, visti i precedenti, dubito assai dell'efficacia politica dell'operazione. Il film si annuncia come una vera e propria biografia dell'imprenditore milanese, con l'obiettivo di suscitare dei dubbi negli elettori.
Speriamo che Moretti trovi la strada giusta però, perchè come berlusconi è arrivato dov'è ora e quali siano i suoi scopi è ormai chiaro a tutti. Chi lo ha votato e lo voterà ancora sa benissimo tutto ciò.
Al film di Moretti parteciperà Silvio Orlando (nella parte del protagonista?).
lunedì, 29 agosto 2005
Sequelfobia!
domenica, 28 agosto 2005
Il remake di The Fog
La cosa, Fog e 1997 Fuga da New York costituiscono, secondo il modesto parere di chi scrive, una grande trilogia di cinema essenziale. Si tratta di tre esempi di come si possa cogliere il segno in generi come l'horror e la fantascenza senza dover necessariamente disporre di grandi mezzi. La filmografia di Carpenter, del resto, è piena di questi esempi, ma i tre film citati sono particolarmente significativi in questo senso perchè appartengono agli inizi degli anni '80, a quegli anni in cui si cominciò a fare sul serio con gli effetti speciali.
Oggi, in piena era del digitale, del blue screen e dei claytronics arriva dalla Columbia Pictures il remake di uno di questi capolavori. Si tratta di The Fog, che nella versione 2005 sarà diretto dal regista inglese Rupert Wainwright, del quale ho visto solo Stigmata (1999).
In questo caso, più che in tanti altri, varrebbe la pena di approfondire il discorso sull'opportunità e le motivazioni (artistiche) che portano alla realizzazione di un remake. Potremmo dire, riferendoci a casi recenti, che l'evoluzione delle tecniche cinematografiche hanno permesso di dare più verisimiglianza alla storia fantastica rispetto ai tentativi originali. Soprattutto il King Kong di Peter Jackson, a giudicare dal trailer, sembra promettere uno spettacolo inconfrontabile con i due film precedenti. Quindi l'evoluzione tecnologica, ma anche il mutamento degli stili e dell'estetica cinematografica, può dare un senso alla realizzazione di una nuova versione di un film, attualizzata secondo i gusti e le tendenze del pubblico e in qualche modo più completa.
Non vedo affatto come questo ragionamento, però, possa adattarsi ad un opera come quella di Carpenter in cui bellezza e fascino stavano tutte nel gioco di luci, ombre e musica (dello stesso Carpenter). Guardando il trailer il film di Wainwright sembra inserirsi a pieno nel filone di genere degli anni 00, senza nessuna componente particolare, ma si tratta solo di una prima impressione. Staremo a vedere. Il film uscirà negli USA ad ottobre.
P.S. I remake, soprattutto se brutti, servono anche a vendere in Home Video gli originali!
Oliver Twist di Roman Polanski

Alleluia! C'eravamo rassegnati a vedere al cinema solo fumettoni e meraviglie 3D, ed invece, ad opera del maestro Roman Polanski, ecco tornare sugli schermi l'orfanello inglese nato dalla fantasia di Charles Dickens. La versione di Polanski del romanzo ha tantissimi predecessori, dei quali il più famoso è quello di David Lean del 1948 con Alec Guinnes. In questo film, che uscirà in Italia il prossimo 20 ottobre, ci saranno Ben Kingsley e Barney Clark. Pare che l'intensione di Polanski sia stata quella di realizzare un film per ragazzi in cui i piccoli spettatori possano immedesimarsi con i personaggi, proprio come avviene quando legge le fiabe ai suoi figli... Ma ce lo vedete Polanski a leggere Oliver Twist seduto sul letto del figlio? Uno spettacolo.
Il cast tecnico sarà lo stesso de Il Pianista, mentre la produzione(un budget contenuto) vede la collaborazione tra Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Francia e Italia. La Londra del XIX secolo è stata ricostruita nei Barrandov Studios di Praga.
Il trailer
Il sito ufficiale del film
mercoledì, 24 agosto 2005
L'accademia dei sogni (Pattern Recognition)
Quasi per caso, alla ricerca disperata di qualcosa da leggere quest'estate per evitare le pippe mentali dei SUDOKU, mi è capitato tra le mani l'ultimo romanzo di William Gibson (2003) intitolato L'accademia dei sogni. Ad attirarmi è stata la copertina e il fatto che mai in passato avevo letto qualcosa di appartenente al movimento cyberpunk, di cui Gibson pare sia il fautore dal momento che il suo Neuromante ne è considerato il manifesto. Mentre ancora lo sto leggendo, entusiasta sia della trama che dello stile, come mio solito mi sono messo su Google alla ricerca di qualcosa in più sul romanzo e sull'autore e, come per destino, mi sono imbattuto su informazioni cinematografiche. Per il 2006, infatti, è annunciata l'uscita di un film di Peter Wier basato sul romanzo di Gibson.
Tra l'altro Gibson è stato l'autore e lo scenegiatore di un film cyberpunk come Jonny Mnemonic con Keanu Reeves e di alcuni episodi di X Files.
La trama del romanzo è molto intrigante. Una esperta di marketing americana si trova suo malgrado ad indagare su delle misteriose "sequenze" video distribuite su internet in maniera anonima e intorno alle quali si costruisce un interesse enorme sia di comunità virtuali che di società di marketing.
Di più non dico, anche perchè non so (sto ancora leggendo).
Tornando al progetto cinematografico non sono riuscito a sapere altro che quello che ho scritto. Personalmente Weir è un regista che apprezzo (Truman Show è uno dei film che più amo rivedere) ma non saprei se le atmosfere cyberpunk possano concliarsi con la sua estetica. Vedrei meglio un Christopher Nolan o un Michel Gondry.
Immagino, infine, che la promozione dei film avverrà attraverso la stessa modalità delle "sequenze", piuttosto che con i tradizionali teaser e trailer.
Il blog di William Gibson
Il libro
sabato, 13 agosto 2005
Caccia alla volpe
di Ferdi Carcavallo per KinemaZOne
Un effetto di Tu chiamami Peter è stato quello di farmi ricordare un film visto tanti anni fa e quasi rimosso. Si tratta di Caccia alla Volpe, di Vittorio de Sica del 1966 con Peter Sellers, Britt Ekland, Victor Mature, Paolo Stoppa, Lando Buzzanca e Maria Grazia Buccella. Così mi sono procurato il DVD e l'ho rivisto, stavolta in lingua originale. Il film, infatti, è di produzione americana e quindi completamente recitato in Inglese. Un inglese dall'accento fortemente Italiano, e quindi comprensibilissimo. Del resto, come si vede nel già citato biopic di Stephen Hopkins, una delle caratteristiche che hanno reso grande Peter Sellers era quella di saper parlare con gli accenti di quasi tutte le lingue del mondo, il francese di Cluseau, il tedesco di Stranamore, il cinese di Chan (Invito a cena con delitto) e l'italiano di Aldo Vannucci, il protagonista di Caccia alla Volpe.
Al di là di questo, anche in Italiano il film di Vittorio De SIca, appartenente al periodo decadente - secondo i critici - del regista ciociaro, è una delle commedie più divertenti che abbia mai visto. Inevitabilmente il ritmo delle scene ricorda molto Billy Wilder, il quale a sua volta si rifaceva spesso alla commedia all'italiana. La trama racconta del geniale ladro Aldo Vannucci detto la Volpe che per portare a termine un colpo si finge regista (con il nome di Federico Fabrizi) e simula un set neorealista sulle spiagge di un paese di pescatori, coinvolgendo nel sogno hollywoodiano tutta la popolazione (sindaco e forze dell'ordine compresi) e il maturo divo americano Tony Powell.
Peter Sellers ha tutto lo spazio di cui necessita per esprimere il suo talento istrionesco, pur senza occupare completamente lo schermo. Sono godibilissime le caratterizzazioni di Stoppa, Tino Buazzelli e Lando Buzzanca, e della bellissima Maria Grazia Buccella (l'unica doppiata nella versione americana).
Nel film compare anche Vittorio de Sica nella parte di se stesso vittima di un furto della Volpe. Le musiche sono di Burt Bacharach, il che ci fa pensare ad un investimento non indifferende della MGM di allora.
sabato, 06 agosto 2005
Tu chiamami Peter
di Ferdi Carcavallo per KinemaZOne
Contrariamente a quanto succede in Italia, gli americani quando fanno un biopic lo fanno per lo più per mettere l’accento sugli aspetti più negativi del personaggio in questione.
E’ stato il caso di Ray, di Ali e adesso lo è di Peter Sellers, l’indimenticabile attore inglese la cui carriera è raccontata nel film Life and death of Peter Sellers di Stephen Hopkins che uscirà in italia il 19 agosto con il titolo Tu chiamami Peter – ma ha rischiato di chiamarsi Una pantera ad Hollywood!.
Il film, nato per la televisione americana, ha un cast di tutto rispetto, a cominciare dal protagonista Geoffrey Rush che, anche se penalizzato a volte da un make up troppo evidente, è un perfetto Sellers nelle espressioni e nelle movenze. La bellissima Charlize Theron è la bella Britt Ekland, attrice e seconda moglie di Peter, mentre Stanley Tucci è un introverso, insofferente e pignolo Stanley Kubrick. Da ricordare anche la nostra Sonia Aquino (presentatrice di Coming Soon) nella parte di Sophia Loren, non perché sia un grande nome ma perché è una delle cose che restano maggiormente impresse nella memoria dello spettatore (specie se maschio e etero).
Il film è gradevole nella ricostruzione della Hollywood degli anni ’60 e ’70 e molto efficace è anche la trovata di far interpretare a Geoffrey Rush a turno ognuno dei personaggi del film, con lo stesso spirito istrionico di Sellers.
Quello che può sembrare meno riuscito è il tentativo di introspezione psicologica dell’attore inglese, ma del resto Hopkins non è Scorsese. 
Tutto quello che si sa, per sentito dire, di Peter Sellers, nel film è rappresentato in maniera troppo iconografica se non banale. Quindi assistiamo al Sellers lunatico che distrugge i giocattoli del figlio per poi regalargli un pony dopo nemmeno un giorno, al Sellers donnaiolo che lascia la famiglia per inseguire un sono erotico con
Il film non sarà visto quasi da nessuno in Italia, visto il periodo in cui lo faranno uscire, ma credo che girerà abbastanza nel circuito Home Video. Vale la pena, comunque, di essere visto se non altro perché ricostruisce la genesi di film molto popolari e perchè ricorda un attore forse mai abbastanza apprezzato, alla vigilia di un remake de La pantera rosa con Steve Martin.
giovedì, 04 agosto 2005
Romero & King
Oserei definire alchemico questo incontro (dodici anni dopo La metà oscura) tra due maestri dell'horror, uno della letteratura e l'altro del cinema. Ed è singolare constatare che il romanzo di Stephen King che stavolta sarà portato al cinema da George A. Romero è tra quelli meno terrificanti dello scrittore.
La bambina che amava Tom Gordon, infatti, racconta la storia di Trisha, una ragazzina, fan del campione di baseball Tom Gordon, che si perde in un bosco e combatte per la sopravvivenza per ben nove giorni seguendo il suo istinto. Quasi una favola, quindi, incentrata sull'inquietudine e l'angoscia della solitudine più che sulla paura.
Il film è ancora in pre-produzione ma è prevista l'uscita entro l'anno e vedrà tra gli interpreti Dakota Fanning (La guerra dei mondi) nel ruolo di Trisha e Laura Dern (Jurassic Park) in quello della madre.
Il progetto fa ben sperare, dal momento che l'ottima intesa tra Romero e King ha prodotto, oltre che La metà oscura, quel piccolo gioiello del genere che è Creepshow (1982).
mercoledì, 03 agosto 2005
L'ultracorpo di Nicole
Già Abel Ferrara nel 1993 aveva osato rifare l'Invasione degli Ultracorpi, il classico dei classici della fantascienza, uno dei film più citati della storia del cinema. Il film di Ferrara (Ultracorpi - L'invasione continua), però, non può essere considerato un remake nel senso classico, essendo alla fine un film autoreferente, del tutto irrispettoso della versione originale di Don Siegel del 1956. In quest'ultimo l'ansia dei terrestri rifletteva il pericolo comunista dell'era postmaccartista, mentre il film di Ferrara era molto più orientato all'antimilitarismo e all'isteria collettiva dovuta ai regimi di terrore. 
Per il 2006 è prevista l'uscita di un nuovo remake di grosso budget degli Ultracorpi. A dirigerlo sarà il regista tedesco Oliver Hirschbiegel (La caduta) dal titolo Invasion e sarà interpretato da Nicole Kidman, forse spinta dal successo dell'ex marito nell'altro remake di un classico SciFi come La guerra dei mondi. Prepariamoci, allora, a rinnovare l'incobo di ritrovarci sotto il letto il baccellone pronto a prendere il nostro posto.
Fiaschi d'oro 2005
Anche quest'anno, per l'ottava volta, sono stati assegnati i Fiaschi D'Oro, gli antioscar italiani per il peggior cinema. I premi 2005 sono andati a Costantino Vitigliano come peggior attore per il film Troppo belli. Fratella e sorello di Sergio Citti ha vinto come film meno visto (532 spettatori), Giorgia Surina (Una talpa al bioparco) la peggior attrice e il peggior regista indovinate un po'? Carlo Vanzina per Il ritorno del Monnezza.
Scontatissimi premi. Prevedibili come gli oscar.
E’ facile dare del peggior attore a chi attore non è, o del peggior regista a chi si autocelebra come artista del trash da sempre.
Bisognerebbe avere il coraggio di dare le nomination chi fa film con pretese di fare cinema. Manuale d’amore, ad esempio, che annovera un cast dalle potenzialità eccezionali sarebbe stato un ottimo peggior film vista la riuscita.
A proposito di Fratella e Sorella del grande Citti, poi, avrei visto bene un premio come peggior distributore.
C.S.I.: Grave Danger
Non avevo mai visto C.S.I., pur essendo informato del clamore e del consenso che il serial raccoglie. L'occasione mi è stata data dagli episodi conclusivi della quinta serie firmati Quentin Tarantino.
Essendo un nemico ideologico della TV a pagamento non avevo nessuna possibilità di vedere questa chicca, pero’, per fortuna, la tecnologia offre delle scappatoie, e quindi ecco che sono riuscito lo stesso nello scopo.
Temevo di rimanere spiazzato dall’ignoranza del pregresso, e invece Sepolto vivo - questo il titolo italiano dell'episodio che ricorda un film di Roger Corman - può essere benissimo decontestualizzato dal serial e considerato un piccolo film.
Non sono daccordo con chi sostiene che solo nel finale Quentin si rivela. Le scene sottoterra sono una esplicita autocitazione di KB2, ed anche nel dialogo tra i due poliziotti negli spogliatoi Tarantino è riconoscibile.
Un bel colpo, tanto da far pensare che forse la dimensione telefilm sia tra le più congeniali al regista americano. Ora sto cercando di procurarmi Moterhood (Maternità), l’episodio tarantiniano di E.R.
300 di Frank Miller
E guarda se su questo blog di cinema non mi ritrovo sempre a parlare di fumetti. E pensare che non ne leggo uno da almeno dieci anni. L'occasione ora è data dalla notizia che un'altra graphic novel di Frank Miller verrà portata sullo schermo entro l'anno prossimo. Si tratta di 300, un fumettone basato sulla battaglia delle Termopili del 480 a.C.
Sì proprio la battaglia delle Termopili, l'incubo degli studenti del liceo classico. L'argomento principe di tante versioni di greco con le Porte Calde che non andavano tradotte, Leonida, i Persiani contro i Greci alleati e tanta altra gente. Sono state scritte tante di quelle cose sulla battaglia delle Termopili da far impallidire la CNN. Personalmente, fu anche motivo di una mia bocciatura all'esame di maturità che fece epoca.
Il fumetto di Miller, pubblicato in Italia dalla Play Press in una lussuosissima edizione, diventerà quindi un film ad opera del regista Zack Snyder (L'alba dei morti viventi).
L'ultima volta che Hollywood si è accostata ad un tema epico è stato con Troy, e ispirandosi ad un poema come l'Iliade ha tirato fuori una sorta di fumetto Marvel con Achille che sembrava il mitico Thor. Ora che l'ispirazione epica viene da un fumetto tutto fa pensare che possa venir fuori qualcosa tipo Ocean three hundred.
martedì, 02 agosto 2005
A history of violence: trailer
A history of violence è il titolo del nuovo film di Cronenberg tratto da un fumetto (graphic novel) di John Wagner e Vince Locke.
A giudicare dal trailer, sembra che Cronenberg abbia realizzato un suo film basato su una storia di Wagner e Locke, piuttosto che realizzare una versione cinematografica di un fumetto, come il collega Rogriguez che nella realizzazione di Sin City si è spinto all'estremo. Del resto il cinema di Cronenberg è stato tra quelli che maggiormente hanno influenzato il fumetto moderno, e sarebbe bizzarro constatare un'inversione di influenza.
An history of violence dovrebbe uscire in Italia il prossimo 2 novembre .







