KinemaZOne 2.0

giovedì, 29 settembre 2005

Carlo Lucarelli e KinemaZOne politically incorrect

di Ferdinando Carcavallo e Flavio Ignelzi

Carlo Lucarelli - www.kinematrix.itCarlo Lucarelli, oltre ad essere Re Media della cultura italiana contemporanea è anche persona estremamente disponibile e disposta al dialogo. Grazie a quest’ultima qualità KinemaZOne, nelle sembianze umane (insomma…) di Ferdinando Carcavallo e Flavio Ignelzi, è riuscito ad avere un intervista con lo scrittore bolognese in cui si è parlato un po’ di tutte le sue esperienze - letteratura (principale attività), fumetto, passando per il cinema, radio, internet e televisione - più alcune interessanti riflessioni sulla censura televisiva e cinematografica di oggi.

:::LA TELEVISIONE:::
KinemaZOne: Carlo, la Rodeo Drive sta realizzando dei minifilm tratti dai racconti della raccolta Crimini. Il tuo racconto Il terzo sparo non verrà adattato. Come mai? Problemi di censura?
Carlo Lucarelli: No. Quando è stato concepito il progetto il mio racconto ancora non esisteva. Dal momento che non avrei avuto il tempo di scriverlo in tempo utile hanno acquistato un mio vecchio racconto ("Rapidamente" da "Medical Thriller") , cosa che mi ha reso molto più libero nello scrivere il racconto per "Crimini" perchè avrebbe avuto una collocazione esclusivamente letteraria. Tutto qui.
Indagine su un cittanino al di sopra di ogni sospettoKZ: Il poliziotto corrotto, quindi, come quello protagonista de Il terzo sparo, è ancora un personaggio che desta preoccupazione, almeno fuori dai libri?
CL: Si, certo. I poliziotti corrotti sono un classico della letteratura noir, sia straniera che italiana, e essere politicamente scorretti è quasi una caratteristica fisiologica del genere. Lo siamo e lo possiamo essere senza problemi… in letteratura. La cosa cambia quando si parla di cinema e televisione in Italia (che a volte è la stessa cosa, soprattutto se i soldi per fare il film vengono dalla tv). Lì il concetto di politicamente scorretto si restringe notevolmente e ha limiti di tolleranza che permettono di andare poco lontano. I tempi di Elio Petri e "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" sembrano passati da un pezzo…
La fiction tv 'Carabinieri' - www.cinecitta.comKZ: Una sorta di involuzione della libertà di espressione, quindi. Ma la censura televisiva non dovrebbe tutelare la sensibilità degli spettatori? Quale categoria di spettatori si sarebbe potuta sentire turbata da una storia come Il terzo sparo?
CL: L’Amministrazione della Polizia di Stato, direi, e nessun altro. Gli spettatori sanno benissimo che noi mettiamo in scena una realtà volutamente esasperata, proprio per rendere visibili pericoli e contraddizioni (anche se la storia della banda della Uno Bianca sarebbe già esasperata di per sé) e non si turbano. Semmai colgono l’occasione per riflettere. Un’immagine elegiaca delle istituzioni viene percepita come falsa in un noir e risulta un po’ fastidiosa - e alla fine controproducente - di quella sporca che a volte offriamo noi.
Gian Maria Volontè - www.italica.rai.itKZ: Ma esiste una differenza tra la censura televisiva e quella cinematografica?
CL: Esiste quando il cinema non prende soldi dalla televisione e non si lascia condizionare dal diritto di antenna che quantifica un eventuale passaggio televisivo. Per esempio, il citato Indagine su un cittadino… con il bravissimo Gian Maria Volontè, se non fosse stato realizzato prima, riusciremmo ad immaginarcelo come una miniserie televisiva su RAI1 alle nove di sera? Non credo, e non solo per la tensione erotica della vicenda. E se come film fosse coprodotto dalla Rai o Mediaset probabilmente il risultato sarebbe lo stesso.
Blu Notte - www.international.rai.itKZ: Capita mai che ti censurino un’uscita televisiva?
CL: No, non mi è mai successo, né per quanto riguarda "BluNotte" né per le cose tratte dai miei romanzi (che devono ancora andare in onda). Abbiamo subìto, io e gli altri sceneggiatori, pressioni che non potremmo definire censura, semmai “prudenza”. La televisione tende a rifare quello che è stato già fatto e a non sperimentare per paura che vada male, per cui quando si imbarca in un progetto un po’ strano prova a normalizzarlo togliendo tutto quello che può sembrare diverso. Noi abbiamo fatto un po’ di resistenza e gran parte delle nostre idee sono passate. Si tratta sempre di un compromesso, ma nel mio caso è stato largamente accettabile*.
L'ispettore Coliandro - www.raifiction.rai.itKZ: A proposito di progetti televisivi, già da un po’ di tempo sono stati realizzati per la Rai, da te e i Manetti Bros, quattro episodi tratti dalle storie dell’ispettore Coliandro, con Gianpaolo Morelli ed Enrico Silvestrin, ma finora nessuno li ha visti. Erano in programmazione per questo autunno, ma la sovrapposizione con Distretto di polizia 5, in cui compare Morelli, ha causato un’ulteriore slittamento. Qualche commento in proposito?
CL: In effetti è così, e non possiamo farci niente. Vedere Morelli in due fiction contemporaneamente sarebbe strano. Spero che mandino in onda i film abbastanza presto perché sono curioso di vedere le reazioni. A me piacciono molto e se funzionano possono aprire la strada ad un tipo di noir duro e umoristico allo stesso tempo, e anche un po’ (soltanto un po’) politicamente scorretto.
KZ: Cosa hai visto in TV ultimamente e ti è piaciuto?
CL: Ho rivisto serie televisive come "I Soprano" e una che poi è sparita che si chiama "The Shield" (ndr. Italia1, domenica sera ore 21.00) e che era veramente “sporca”. Non so che fine abbia fatto. Per il resto non ho visto molto…

:::IL FUMETTO:::
Alta CriminalitàKZ: Le tue incursioni nel fumetto sono tutt’altro che rare: Coliandro con Catacchio ha goduto di un buon riscontro di vendite, considerando che non era un prodotto per la grande distribuzione. Poi c’è stata l’esperienza con Dylan Dog (n. 153, “La strada verso il nulla”) ed ora il racconto breve “Il delitto di Natale” disegnato da Claudio Villa nell’antologia “Alta criminalità”. Dobbiamo attenderci altro?

CL: Per adesso no, perché sono impegnato in altre cose, ma mi piacerebbe fare altre esperienze. Il fatto è che scrivere per il fumetto è difficilissimo…almeno per me. Richiede una tecnica narrativa molto particolare, che non si può improvvisare così. Però mi piace…da una grande soddisfazione, soprattutto quando si è in sintonia con il disegnatore.
Gea - www.spaziojml.itKZ: La recente iniziativa della Edizioni Becco Giallo con “Una bomber” e “I delitti di Alleghe” sembra fatta apposta per i tuoi “Misteri Italiani”. Cosa ne pensi del fumetto italiano di genere (giallo/poliziesco)?
CL: Il fumetto italiano mi piace. Mi piace la capacità che ha di fondere i generi (penso a Brendon, Napoleone o Gea, che mi piace moltissimo). Credo però che l’affermazione attribuita all’area Bonelli per cui “Mani in alto, Frank!” suona meglio di “Mani in alto, Francesco!” abbia penalizzato lo sviluppo di un fumetto di genere veramente italiano, anche come ambientazione. I fumetti del "Becco Giallo" mi sono piaciuti moltissimo e mi sembra un’ottima idea per raccontare la nostra storia recente. Spero che continuino alla grande.
KZ: Qual è l’ultimo fumetto che hai letto e ti è piaciuto?
CL: Mi sono riletto tutti i Frank Miller su "Sin City", data l’uscita del film che ho visto in ritardo. Mi sono piaciuti come la prima volta.

:::IL CINEMA:::
Dario Argento - www.italica.rai.itKZ: La tua avventura nel cinema ti ha visto al fianco di un maestro indiscusso del thriller all’italiana come Dario Argento con Nonhosonno, ma non ha generato proprio un capolavoro (perdona la franchezza). Cosa non ha funzionato?
CL: Non saprei, io ho solo collaborato alla sceneggiatura precisando la figura dei poliziotti e fornendo un piccolo contributo alla struttura del giallo. A me non è dispiaciuto, ma credo che un capolavoro come "Profondo Rosso", a cui il film voleva arrivare, non sia raggiungibile.
Almost Blue - www.kinematrix.netKZ: Di altro livello l’adattamento del tuo “Almost Blue” realizzato da Alex Infascelli (quest’ultimo al suo debutto con quel film). Cosa ne pensi del risultato finale?
CL: Qui proprio non ho collaborato in alcun modo e sono andato a vedere il film da spettatore. Il film è molto diverso dal romanzo, e Infascelli interessavano cose diverse da quelle che mi hanno spinto a scrivere quella storia, tipo i colori visti dal ragazzo cieco e la figura di Grazia Negro. E’ un film visionario e molto duro, che mi è piaciuto ma mi ha deluso dal punto di vista della struttura narrativa. Credo che in questo senso nel film ci siano molte parti del mio lavoro di cui avrebbe potuto benissimo fare a meno.
Incubatoio 16KZ: La dimensione del racconto pare esserti particolarmente consona. Nell’introduzione de Il lato sinistro del cuore applichi l’efficace metafora albero-romanzo/bonsai-racconto. L’equivalenza vale anche per il cortometraggio? Non pensi sia una perfetta modalità di narrazione (soprattutto in termini di tempistiche) per il genere giallo/poliziesco/mistery?
CL: Non lo so. Il noir e il giallo hanno bisogno di una preparazione abbastanza lunga prima di lanciare l’epilogo e il colpo di scena. Con la scrittura tutto questo si può considerare in poche parole e molte elisioni. Non so se si possa fare lo stesso con l’immagine. Ma io sono uno scrittore, e ragiono da scrittore, magari sbaglio…
Laura di RiminiKZ: Hai mai pensato di occuparti in prima persona nella direzione di un film?
CL: Me lo hanno proposto ed ho accettato, anche se si tratta di una co-regia assieme a Fabio Sabbioni. Dovremmo girare “Laura di Rimini”, ma aspettavamo il finanziamento dallo Stato e siamo stati bocciati. Peccato perché sembrava che il progetto potesse avere una sua solidità sia dal punto di vista autoriale che commerciale. Comunque, vedremo…
KZ: Quale tua storia vorresti fosse adattata per il grande schermo e con quale cast?
CL: L’isola dell’angelo caduto. Non sono bravo con il cast, ma se potessi scegliere il regista vorrei Roman Polanski.
KZ: Vedi più adatta alle tue storie una versione cinematografica, una fiction o un fumetto?
CL: Scarto la fiction perché le produzioni televisive hanno troppi problemi, tipo l’esigenza di essere una miniserie in più puntate, piacere per forza a tutti e avere campi lunghi e dialoghi semplici se no la gente si distrae e cambia canale (naturalmente non è vero, ma questo non importa). Al fumetto preferisco il cinema, ma solo perché ho più dimestichezza con le strutture narrative di quel mezzo e riesco ad immaginare meglio gli adattamenti.
KZ: Prima di salutarci, Carlo, vuoi anticiparci qualcosa di “Eritrea”, il nuovo romanzo a cui stai lavorando?
CL: E’ un romanzo diverso da quelli che ho scritto fino ad ora. E’ corale, con tanti personaggi e tante storie che si intrecciano, non solo noir. Sto facendo esperimenti e mi sta piacendo molto. Ci sono dentro, che è meglio che dire sono all’inizio ma non è ancora come dire che lo sto finendo. Se viene come spero sarà molto bello. Spero.

E non abbiamo motivi di dubitarne. Tra l’altro a prova della complessità del nuovo lavoro ci sono le immagini che Lucarelli ha pubblicato sul suo blog carlolucarelli.splinder.com che ritraggono le condizioni del suo studio durante la lavorazione.

*) 4 ottobre 2005: Il senatore Francesco Servello di An ha presentato un'interrogazione parlamentare nei confronti della puntata di Blu Notte dedicata alla violenza degli anni '70.  L'esponente di An ha denunciato il carattere tendenzioso della ricostruzione, incompatibile con la funzione di servizio pubblico svolto dalla RAI. Secondo Servello inoltre i commenti e i racconti del conduttore sono apparsi orientati politicamente ed ideologicamente. Il senatore ha chiesto iniziative per accertare le cause che hanno permesso una così grave violazione delle regole del servizio pubblico e per richiamare, secondo quanto previsto dal contratto di servizio, i dirigenti della RAI alle loro responsabilità.


mercoledì, 28 settembre 2005

Kirsten Dunst rivela i villain di Spider-Man 3!

Kristen Dunst in 'Intervista col vampiro'Sul PaniniMagazine odierno ci sono novità sul prossimo film dedicato al nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere. Durante un'intervista promozionale relativa al film Elizabethtown, Kirsten Dunst (Mary Jane nella saga di Spider-Man) ha confermato le voci di corridoio relative ai villain che appariranno nel terzo capitolo delle avventure dell'Uomo Ragno.
Zap2it è venuto dunque a conoscenza, grazie alla parlantina dell'attrice, di un segreto che fino a questo momento era stato mantenuto piuttosto bene. Thomas Haden Church (Sideways) interpreterà l'Uomo Sabbia, mentre Topher Grace (Mona Lisa Smile) sarà Venom. L'uscita del film è prevista per il 4 maggio 2007. "Abbiamo davvero grandi attori per i cattivi di questo film, Thomas Haden Church e Topher Grace, Venom e l'Uomo Sabbia", ha dichiarato la Dunst. L'attrice non ha ancora ricevuto uno script per il film, che inizierà a girare a gennaio, ma dichiara d'essere a conoscenza della trama di base.


domenica, 25 settembre 2005

Tarantino: Grindhouse

di Ferdi Carcavallo

Quentin Tarantino - eng.wikipedia.orgGrindhouse è il termine che indica quelle sale cinematografiche americane che negli anni '60 e '70 proiettavano in sequenza i cosiddetti exploitation film, ossia pellicole piene zeppe di violenza, sangue e scene estreme di vario genere (sesso, horror, poliziesco e altro). Tali film, prodotti a bassissimo costo, conservano tuttoggi un fascino gotico, ed erano realizzati da registi ormai di culto come Roger Corman, John Waters, Ruggero Deodato e Lucio Fulci. Il filone horror della exploitation è quello che ispirerà Quentin Tarantino e Robert Rodriguez nella loro prossima join venture cinematografica, dopo Sin City. Il progetto, il cui nome è proprio Grindhouse, consiste nella realizzazione di due film della durata di 60 minuti che saranno proiettati in sequenza proprio come accadeva nei cinematografi della 42ma strada di New York. Gli episodi, intitolati Planet terror e Death Proof, dovrebbero realizzarsi entro la primavera 2006, periodo annunciato dalla Miramax per la distribuzione di GrindHouse. Tarantino e Roriguez non escludono che il progetto possa avere una continuità nel futuro, con la realizzazione di altri minifilm, magari a distribuzione Home Video.
Nessuna smentita per il momento sulla realizzazione di Inglorious Bastards annunciato dalla Miramax per il 2006 e il cui cast, già abbastanza prestigioso, si andrebbe ad arricchire ulteriormente con il redivivo Eddie Murphy.

Kill Bill: The whole bloody affair
Stallone e Willis bastardi di Tarantino


sabato, 24 settembre 2005

The Exec di Christopher Nolan

di Ferdi Carcavallo

Il prossimo impegno di Christopher Nolan sarà ancora l'adattamento di un fumetto e stavolta non si tratta di un collaudato supereroe con già degli illustri precedenti. Il regista di Memento e Insomnia sarà alle prese con The Exec, la The Exec - www.allsuperheros.comgraphic novel di Doug Miers ambientata in una società futuristica in cui le multinazionali hanno il potere assoluto su tutte le attività sociali e gli affari sono diventati una vera e propria guerra. Il produttore David Heyman della Warner Bros assicura che nel film ci saranno gli elementi di tensione tipici di Insomnia e Memento, ma potenziati dall'esperienza acquisita da Nolan nella realizzazione di Batman begins. Il film è annunciato per il 2006, ma è difficile che tale scadenza venga rispettata dal momento che non se ne conosce ancora il cast. Si sa solo che la sceneggiatura sarà affidata al fratello del regista John Nolan.


mercoledì, 21 settembre 2005

Il banchetto di nozze di Ang Lee

di Mr Onion per KinemaZOne

Il banchetto di nozze - www.mangiarebene.comC’è chi vuole i Pacs, c’è chi li vuole trasformare in Ccs. Negli ultimi tempi è tutto un gran parlare delle unioni di fatto, delle unioni di persone che decidono di vivere sotto lo stesso tetto per i più disparati motivi. Uno degli innumerevoli sondaggi di cui ho letto, dava gli italiani in larga parte favorevoli all’introduzione di un riconoscimento giuridico di tali unioni. La percentuale scendeva però al 30% quando si parlava di estenderlo anche alle coppie omosessuali. Parlando del film Brokeback Mountain che gli ha conquistato il Leone d’oro al festival del cinema di Venezia da poco concluso (storia di due cowboy Brokeback Mountain - thecia.com.auomosessuali nel Wyoming dei primi anni sessanta), Ang Lee ha detto: “Tutti abbiamo nel cuore un posto come Brokeback Mountain a cui tornare. Il sogno di una totale relazione con l’altro.” Sono molto curioso di vedere questo film e spero che arrivi anche da noi a dicembre, in contemporanea con gli Stati Uniti. Nell’attesa consiglierei di vedere o rivedere il delizioso Il banchetto di nozze, Orso d’Oro al Festival del Cinema di Berlino nel 1993. Qui l’autore di Taiwan è alle prese con una coppia gay formata da un americano ed un cinese. Quest’ultimo organizzerà un matrimonio di convenienza per accontentare gli anziani genitori che desiderano che il loro figliolo prenda moglie, ma il banchetto di nozze non sarà privo di conseguenze per le vite dei protagonisti.

Il sito di Brokeback Mountain


lunedì, 19 settembre 2005

Dylan Dog, nightmare's investigator

di Ferdi Carcavallo

Dead of night - www.ubcfumetti.comNon c'è niente da fare. "Batti il ferro finchè è caldo". "Cavallo vincente non si cambia". Dobbiamo dirne altre di banalità?
Ad ogni modo, il cinema americano sembra ben lontano dal voler smettere di perseguire la strada degli adattamenti di fumetti. Con Wonder Woman e Ghost Rider sembrava proprio di aver esaurito le scorte, ma Hollywood non si è persa d'animo: ci sono sempre i fumetti europei. E così, dopo la francesina Barbarella, anche l'italiano Dylan Dog se ne andrà in america a fare fortuna. Conoscendo la sua fobia per l'aereo probabilmente il viaggio sarà abbastanza lungo, ma pare certa la notizia che la Miramax produrrà il film Night of death (classico titolo horror) tratto da due delle storie dell'indagatore dell'incubo di Craven Road n.7, sulle quali gli sceneggiatori Joshua Oppenheimer e Thomas Dean Donnelly sono già al lavoro. Sembra anche che i nomi di Dylan e Groucho saranno cambiati rispettivamente in Derek Donovan  e Marcus Adams.
Regista del film sarà Breck Eisner (Sahara) mentre l'unico nome finora fatto dai produttori come possibile interprete è quello di Dylan McDermott, visto in La Giuria.
C'è da dire che Dylan Dog, per quanto fumetto di altissima qualità e caratteristiche internazionali, non è ancora conosciuto al pubblico americano - ecco spiegato l'esclusione del nome del personagio dal titolo del film - anche se da tempo si parla di una pubblicazione negli USA. 
Dylan McDermott - www.5in9.comQuello che ha colpito i produttori americani è stato il fatto che Dylan Dog è un personaggio amato sia da un pubblico maschile che femminile e poi sicuramente la matrice noir, prima ancora che horror, delle storie di Sclavi & co. è in piena sintonia con lo stile hollywoodiano moderno.
Gioire di questo interessamento o rammaricarci per essere stati anticipati dai soliti Yankees?
Beh, Dylan Dog vanta quasi venti anni di successo, e i cineasti italiani ne hanno avuto di tempo per fare il primo passo. Anche se non dimentichiamo certo il Dellamorte Dellamore di Michele Soavi ispirato ad un personaggio dello stesso Tiziano Sclavi che costituiva la bozza di Dylan Dog.
Speriamo solo di non avere un prodotto tipo i cartoni animati di Martin Mystere... Intanto in Italia qualcuno pensa di portare suli schermi i fumetti sul Cucciolone.

Italian Comics Movies: da Bonaventura a Zanardi


domenica, 18 settembre 2005

Il mistero di Lovecraft (Road to L.)

di Ferdi Carcavallo

Simonetta Solder in Il mistero di LovecraftI più assidui frequentatori della ZOne ricorderanno quando a marzo di quest'anno segnalammo il film Road to L. di Federico Greco e Roberto Leggio augrandoci di vederlo presto distribuito. Bene, finalmente, dopo che il film ha fatto incetta di premi in Portogallo, Corea, Finlandia e Italia (Ravenna e Fantafestival a Roma), pare essere arrivato il momento di farlo vedere anche al pubblico non festivaliero. Infatti, con una operazione che non ha precedenti in Italia, la Digital Desk ha deciso di tentare la strada della distribuzione in digitale. Il film è stato girato in digitale leggero (DVCAM) e verrà distribuito in digitale in circa 15 copie nelle ormai numerose sale digitali sorte in tutta Italia negli ultimi mesi. Per la prima volta, un film italiano prodotto con un budget ridotto riesce ad avere una distribuzione ufficiale nazionale saltando il passaggio in pellicola, sfruttando allo stesso tempo la grande richiesta di contenuti delle sale con proiettori digitali sparse su tutto il territorio nazionale.
Il film sarà distribuito a partire dal 28 ottobre con il titolo italiano Il mistero di Lovecraft, perdendo un pFederico Greco - www.borderlands.ito' il fascino del gioco di parole della procuncia inlese della "L" che presagiva ad un inquietante viagio verso l'inferno. Oltre quello della distribuzione digitale, il film di Greco e Leggio vanta altri record, come quello di essere il primo mockumentary (documentario truccato) italiano e di essere il primo caso di film che ispira un avventura a fumetti (Martin Mystere di Alfredo Castelli) ancora prima di essere distibuito.
Interpreti del film sono Roberto Pulvis e Simonetta Solder, più camei vari di Carlo Lucarelli e Alfredo Castelli nelle parti di loro stessi.

Non mancheremo di darvi notizia delle sale dove potrà essere visto questo gioiellino, e intanto vi rimandiamo ai siti web che parlano del film (con foto, immagini e trailer) aggiornati di recente.

www.roadtol.com  www.federicogreco.com  www.borderlands.it
H.P. Lovecraft su Wikipedia


venerdì, 16 settembre 2005

The UFO

The UFO - www.gtgroup.info

 

 

Gparker ha segnalato sul suo blog questo progetto. Sul suo esempio non anticipo nulla e vi invito a scaricare subito il trailer (AVI, 4,43 MB) e guardarlo. Dopodicchè informatevi QUI.

 

Intervista al GT Group
Goldrake su Wikipedia


Barbaraccia

Jane Fonda - www.idmonsters.comDrew Barrymore - www.idmonsters.comNon hanno avuto i diritti per realizzare il remake di Barbarella l'attrice Drew Barrymore e il suo moroso John August. Ma il sogno di Drew di vestire i succinti panni che furono la fortuna di Jane Fonda nel film di Roger Vadim del 1968 sarà comunque coronato, in quanto piuttosto che un remake verrà realizzato un ulteriore adattamento del fumetto del francese Jean Claude Forest. Si tratta di storie diverse da quelle già adattate da Vadim, in cui probabilmente i personaggi dell'angelo, di Duran Duran e del accalappia-bambine non ci saranno. Le riprese del film non sono ancora iniziate e nulla si sa sul cast, tranne che mai e poi mai la Barrymore, che del progetto è anche il produttore, lascerebbe il ruolo a qualcun altra. Si erano fatti i nomi di Jennifer Aniston e Cameron Diaz, ma si sono rivelati solo inciuci di corridoio. Certo è che di attrici più sexy e graziose della Barrymore in grado almeno di tentare il confronto con la Fonda ce ne sarebbero. Ma proprio la Barrymore...e che diamine! Comunque, non si può mai dire.

Barbarella


lunedì, 12 settembre 2005

Il Troio: de song

Lello Vitello - www.lupinaria.itIl Troio - www.ilvernacoliere.itCresce la febbre de Il Troio, al punto che il cantautore alla bona  Lello Vitello, noto e stimato musicista-regista-cantante-attore, su richiesta del sottoscritto gli dedica una canzone che coglie appieno, secondo me, lo spirito del personaggio di Andrea Camerini. Sulle note degli Eagles, una ballata nostalgica e maschia che ci porta d'incanco nella California d'Italia.
Complimenti e mille grazie a Vitello!
Il Troio: de muvi - Lello Vitello - Grezzofilm

domenica, 11 settembre 2005

Bryan Singer: La fuga di Logan

Bryan Singer - www.cinema24.chPreferisce parlare di Update (aggiornamento) piuttosto che di Remake (rifacimento) il regista Bryan Singer a proposito della realizzazione della sua versione de La fuga di Logan previsto per il 2006. Infatti la storia del film sarà revisionata dallo stesso Bryan Singer e dallo scenegiatore Paul Todisco, pur mantenendo elementi essenziali del romanzo originale di William Nolan come il cristallo palmare e il concetto di rinnovamento che erano al centro della versione del 1976 di Michael Anderson.La fuga di Logan - www.jeffbots.com
Riguardo al cast, Singer è stato finora troppo impegnato nel suo Superman per occuparsene, ma pare che a breve i nomi usciranno fuori.
Giusto per i distratti, ricordiamo che la storia de La fuga di Logan è quella di un futuro post-atomico in cui la terra è contaminata da radiazioni e dove la vita è fortemente controllata al punto che arrivati a trent'anni tutti gli uomini vengono sottoposti ad un processo di rinnovamento in un cerimonia collettiva chiamata Carousel. Logan viene assalito da forti dubbi sul sistema ed indaga sul rinnovamento e scoperta l'assurda e terribile verità decide di fuggire portando con se la sua ragazza.
Tutto questo in un film di trent'anni prima di The Island.

La fuga di Logan visto da Fringe


Carlito's way: rise to power

Carlito's way: rise to powerE' destinato al solo mercato Home Video l'annunciato prequel di Carlito's Way, intitolato Carlito's Way: rise to power diretto da Michael Bregman.
Viste le traversie di questa produzione Universal, costata solo 6 milioni di dollari e realizzata in sostituzione ad American Gangsters con Denzel Washington, non sorprende tanto questa ghettizzazione, e ci chiediamo se anche in Europa sarà disponibile solo in DVD (e VHS).
Il film di Brian De Palma del 1993 raccontava il tentativo di redenzione di Carlito Brigante (Al Pacino) un ex gangster portoricano appena uscito di galera dopo aver scontato una pena di cinque anni. Il tentativo falliva miseramente a causa della gratitudine di Carlito per il suo avvocato David (Sean Penn) che lo rimetteva nei guai.Louis Guzman - www.virgin.net
Il prequel di Bregman racconta tutto quello che è successo a Carlito prima della prigione, e quindi la sua ascesa al potere nell'ambiente della malavita newyorkese degli anni '60.
Il film di De Palma è un capolavoro sotto tutti gli aspetti. Dal trailer questo prequel non sembra certo all'altezza, ma varrebbe la pena di vederlo, anche perchè è tratto da un romanzo di Edwin Torres (ex giudice della giudice della Corte Suprema di New York), autore anche dei romanzi che ispirarono il primo film.
Ad interpretare il giovane Carlito è Jay Hernandez, ma nel cast compaiono anche Sean Combs e Louis Guzman, che compariva già nel film di De P
alma ma con un personaggio diverso, ma non si può fare un film sui gangster sudamericani senza Guzman.

Carlito's way: rise to power


La VI edizione di Blu Notte

Blu Notte - www.raitre.rai.itOggi riprende su Rai Tre Blu notte, la trasmissione televisiva di Carlo Lucarelli in cui lo scrittore racconta e cerca di spiegare i più inquietanti misteri italiani.  E' singolare la coincidenza della ripresa di questo programma- la cui prima puntata è dedicata alla strage di Piazza Fontana - con l'anniversario di un mistero recente e vivo, non prettamente italiano, come l'11 settembre.
Ecco come Lucarelli parla della sesta edizione di Blu Notte sul sito Rai:

Questa è la sesta edizione di Blu Notte, la terza che abbia a che fare con quelli che chiamiamo misteri italiani, e anche per questo ciclo di puntate mi è accaduto di essere colpito da tre cose, e con la stessa intensità della prima volta.
La prima cosa a colpirmi è il numero di misteri che appartengono alla nostra storia nazionale. Ogni anno stiliamo una lista che sembra non voler finire più, e ogni volta dobbiamo fare una scelta molto ponderata per rimandare casi altrettanto importanti ad un altro anno. La storia d’Italia ha una metà oscura non solo molto profonda, ma anche molto vasta.
La seconda cosa è come tutti questi casi possano essere raccontati con le chiavi e le strutture della narrativa in generale e quella “gialla” in particolare. Storie che sembrano romanzi, storie che sembrano romanzi gialli. Non è una bella cosa, significa che trame, intrighi, colpi di scena, depistaggi, omicidi e drammi umani, abbondano nelle nostre vicende reali come in un libro giallo, tanto che potrebbero essere state scritte da maestri del noir e del romanzo di spionaggio come James Ellroy, John Le Carrè o Giorgio Scerbanenco. Il problema è che sono vicende reali, realmente accadute, che invece di nutrire semplicemente il nostro immaginario hanno influenzato concretamente la nostra vita, individuale e collettiva.
La terza cosa è che a studiare i misteri italiani, a  leggere tutte le carte e gli esiti dei processi, anche quelli che assolvono tutti, ci si rende conto che contrariamente a quanto pensiamo noi, di quelle vicende misteriose, sappiamo molte cose. Verità, anche giudiziarie, fatti accertati, ricostruzioni storiche che dicono tanto, che permettono di farsi un’idea di quello che è successo, una verità del buon senso, che anche se non potrà avere esiti giudiziari, dovrà avere necessariamente il suo posto nella Storia, quella con la esse maiuscola, e nelle coscienze dei cittadini.


venerdì, 09 settembre 2005

Taxi driver

di Ferdi Carcavallo

Tanto tanto tempo fa ero un ragazzino. Nemmeno piccolissimo, avrò avuto sotto i vent'anni. A quei tempi ancora suonavo con una band, ma la mia passione musicale era già in via di esaurimento e perciò ero alla ricerca di qualcos'altro su cui sfogare il mio ultimo sprazzo di creatività giovanile. Credevo di aver trovato nel cinema l'occasione giusta e mi ci dedicai anima e corpo. Cominciai a guardare film con occhio tecnico, a studiare un po' di regia e scrittura per il cinema e a frequentare coetanei con le stesse velleità.
Finchè una sera, una di quelle sere d'estate in cui i genitori sono al mare e i ragazzi in città nell'attesa di non fare l'ultimo esame della sessione, si organizzò a casa mia un cineforum. Si usava così, una volta a settimana uno del gruppo fittava un film e lo si vedeva tutti insieme bevendo Ceres e (chi poteva) limonando. Quante ceres che ho bevuto in quelle sere.
Tommaso si presentò a casa mia con la VHS di un film già vecchio che avevano visto tutti. Tutti tranne me, che comunque finsi di aver visto. Il film era Taxi Driver.
Lo mettemmo nel videoreistratore e lo tenemmo a volume basso, tanto nessuno ci badava. Io ogni tanto gli davo uno sguardo, e puntualmente qualcuno arrivava e diceva "Ah, qui me lo ricordo, ora fa questo, ora dice così" e così via.
La serata non fu un granchè e tutti, a gruppi di due, andarono via abbastanza presto lasciando me solo in casa. Solo in casa con Taxi Driver.
Insonne e sobrio non resistetti alla tentazione di guardarmi almeno l'inizio di quel vecchio film, almeno così avrei potuto affermare di averlo visto senza sentirmi un pagliaccio.
Quella notte vidi Taxi Driver almeno tre volte, e alla fine mi resi conto che qualunque cosa fossi riuscito a fare nel cinema non sarebbe stato mai nemmeno lontanamente vicino a quello che era quel film. 
La notte dopo, e qualche altra successiva la passai a studiare con l'animo tranquillo di chi ha fatto una scelta giusta, e con la speranza di passare altre notti come quella.


giovedì, 08 settembre 2005

Tim Burton: Se muori ti sposo

di Ferdi Carcavallo

Ci avrei scommesso che questo sarebbe stato il geniale titolo italiano del nuovo film di animazione di Tim Burton e invece (per il momento) sembra che i nostri distributori non vogliano cambiare l'inglese Corpse Bride originale (o al massimo tradurlo in La sposa cadavere).
Presentato ieri in anteprima a Venezia il film ha preso gli applausi più convinti della kermesse. Sembra proprio che i fan di Burton, che tanto hanno amato Nightmare before Christmas non resteranno delusi da questa favola dalle atmosfere da grand-guignol.
La storia è tratta da una fiaba ebraico-russa e racconta di una sposa ebrea assassinata da vandali antisemiti - secondo un'usanza a quanto pare diffusa nel XIX secolo -  che torna come zombie grazie ad un incantesimo pretendendo di essere sposata da Victor, un promesso sposo in viaggio verso casa. Se guardate il trailer non potrete fare a meno di trovare delle gustose assonanze tra le atmosfere di questo cartoon e Sleepy Hollow. Personalmente mi ha ricordato anche l'episodio I Wurdalak de I tre volti dell paura di Mario Bava (1963) e i film di Roger Corman, sicuramente riferimento di Burton anche per il passato. La voce americana di Victor è del fedelissimo Johnny Depp, mentre l'idolo immortale di Burton Christopher Lee sembra che darà la voce al personaggio di un rabino al quale Victor si rivolge per avere aiuto.

Il film uscirà nelle sale italiane il 23 settembre, dopodicchè speriamo che TIm e Johnny si decideranno a farci assaggiare il cioccolato.

Sito ufficiale e trailer


domenica, 04 settembre 2005

Ghost Rider: il trailer

Manca più di un anno all'uscita ma abbiamo trovato il trailer di Ghost Rider, il film ispirato al personaggio dei fumetti Marvel interpretato da Nicholas Cage.

L'uscita negli USA è prevista per il 4 agosto 2006, mentre in Italia lo vedremo soltanto il 13 Ottobre.
Beh, guardatevi il trailer e poi, se è il caso, ne riparliamo...


Il trailer
Altre info sul film

 


The Island

Il fatto di essere dei cineblogers e non dei critici cinematografici ci consente di andare a vedere solo i film che potenzialmente possono piacerci. Lo svantaggio è che ci paghiamo lo spettacolo senza venir remunerati, ma questa è un'altra storia (direbbe Lucarelli).
E quindi, ecco che mi sono ritrovato in un multiplex, di sabato sera a vedere The Island, film di Michael Bay che potenzialmente non poteva piacermi.
Per una volta, quindi, ho voluto far finta di essere un critico cinematografico, e ho capito come soffrono queste persone e perchè a volte sono così feroci.
Non è bello vedere The Island, ve lo assicuro.
A dire il vero una curiosità personale ce l'avevo. Volevo capire perchè questo film, e non un altro, fosse stato così disastrosamente un flop negli Stati Uniti. Volevo capire perchè questo film, e non altre super cavolate rumorose come The Rock, Armageddon e Bad Boys (tutti di Baia Michele) avesse disgustato i teen-agers brufolosi americani.
E per capirlo ho dovuto guardarlo fino alla fine.
All'inizio del film si assiste ad un remake de La fuga di Logan che poi diventa piano piano prima Gattaca e poi Matrix, per poi finire con un misto tra The Fast and the FuriousMatrix e i già citati circhi di Bay. Il problema è che il film delude sia chi sia aspetta uno SciFi classico (anche se non originale), all'inizio del film abbastanza assecondato, e sia chi vuole un ilm fatto di inseguimenti, rumori e battute sceme, che cominciano a far capolino nella seconda parte quando questa tipologia di spettatori sta già dormendo.
Quindi un film idiota, senza possibilità di recupero, ma non poi più idiota di altri. Il problema è che è stato progettato male.

E a proposito di struttura del film, abbondano in maniera quasi frenetica le illogicità. Ad esempio, il terribile segreto dell'Isola, quella verità occulta la cui rivelazione provocherebbe la crisi della potentissima multinazionale, sapete chi è a rivelarlo ai protagonisti? McCord (Steve Buscemi), l'ultimo dei manutentori dei computer, una sorta di inserviente lurido e semi alcolizzato che vive quasi in povertà in una catapecchia nel Nevada (o un altro stato di quelli tristi degli USA).

Vabbè, ci ho provato a fare il critico. Ora e mai più!

P.S. A Scarlett Johansson donano i pantaloni bianchi.


venerdì, 02 settembre 2005

Vulimme 'o post!

Questo è un pubblico appello al grande Fringe! Mi pare che di vacanze te ne sia prese abbastanza. Il tuo blog, punto di riferimento di noi giovani pivelli, non può rimanere spoglio per tutto questo tempo.
Dai, allora! Torna! C'è Venezia, la nuova stagione, le nomination per gli oscar, il ritorno di Polanski!!!! Non puoi startene a perdere tempo a commentare sui blog degli altri.
 
Datti una mossa.
 
Con affetto, KinemaZOne.

giovedì, 01 settembre 2005

Grezzofilm contro la pirateria

La Grezzofilm di Andrea Camerini ha messo onlain dei nuovissimi cortometraggi, confermando il proprio impegno nella lotta alla pirateria audiovisiva con un efficace spot che a Faletti 'i fa 'na sega.

WWW.GREZZOFILM.COM

 

Il Troio: de muvi 


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