mercoledì, 30 novembre 2005
La mia vita a Garden State
Pur non amando il genere di film al quale La mia vita a Garden State appartiene, mi sono convinto a vederlo incuriosito da Zack Braff, il J.D.della serie televisiva Scrubs che ad Hollywood deve godere di molto credito se Danny De Vito ha deciso di produrre la sua opera prima come attore/regista/autore concedendogli attori di calibro come Natalie Portman e Ian Holm.
Il genere di film al quale accennavo è la commedia adolescenziale, dove nello specifico assume toni e colori quasi del dramma pur riscattandosi con una poesia e un'essenzialità che gli impedisce di essere ruffiano. E' un genere di film che non amo vedere realizzato nel cinema americano, in quanto credo che cose del genere possano esser meglio fatte dagli europei, a meno che non si tratti di veri e propri maestri.
Il film quindi non mi è piaciuto nel senso stretto del termine (un po' di noia), però è proprio quello che mi aspettavo. Una classica opera prima, una sorta di curriculum di Zach Braff che forse in questo film non aveva molto da dire di più di un qualsiasi ragazzo della sua età, ma sicuramente dotato di talento. I prossimi impegni ufficiali di Braff (fonte IMDB) sono come attore (The Last Kiss) più un titolo annunciato(Il prato di Andrew Henry) che lo vedrebbe autore e regista. Speriamo solo che non rinunci a una quinta serie di Scrubs!
Su DVD Buenavista intorno i 20 euro.
martedì, 29 novembre 2005
Guida galattica per autostoppisti
Niente panico! Se avete letto ed amato Douglas Adams e la sua saga, non considerate questo film un adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo ma soltanto un tributo al grande scrittore inglese. Così facendo vi riuscirà più semplice apprezzare il film di Garth Jennings senza andare a fare paragoni inutili tra film e libro, che nel caso di uno scrittore come Adams più che per ogni altro non ha senso. Preso nel modo giusto, quindi, questo è uno dei film più brillanti e divertenti degli ultimi anni, permeato di un umorismo fine e geniale che ricorda i Monty Python, pur senza arrivare a quei livelli (anche perchè arriva dopo).
Penalizzato da un traliler e un logo (quello del pollicione) che lo presentavano come una sorta di Scary Movie sulla fantascienza, il film di Jennings ha avuto poco tempo per imporsi all'attenzione del grande pubblico in Italia. Evidentemente, attirando esclusivamente spettatori che si aspettavano un umorismo più immediato e adoratori dello scrittore inglese, la delusione ha funzionato da passaparola deterrente.
In conclusione, GGPA oggi è in DVD in una edizione ricca di Extra ad un prezzo che si aggira sui venti euro.
Peccato, pero', ridursi a vederlo nello scatolotto di casa, perchè ci sono scene degne di una visione cinematografica come si deve, tipo la visita alla fabbrica dei pianeti (da antologia) e la distruzione della terra.
domenica, 27 novembre 2005
Cento colpi di sonno prima di andare a dormire
Eccolo qua. E' poi dicono che in Italia non siamo bravi nel portare sullo schermo i capolavori della letteratura contemporanea.
Il libro è stata un'abile operazione editoriale per adolescenti che è andata particolarmente bene. Chissacchi ha scritto un diario di zozzerie attribuendolo poi a una ragazzina saccente e antipatica da presentare come l'autrice. Un po' come si fa con le rubriche della posta di giornaletti tipo Cioè, Ragazza In, etc. Insomma, il libro che poteva essere interessante dal punto di vista sociologico ma non da quello letterario (ho letto il primo capitolo da FNAC e poi ho deciso di non andare avanti). Il film, al contrario, non sembra essere nè carne nè pesce, con una Lolita che non è certo una bellezza e un regista che ...non saprei, chi è?
Il fatto che il film punti tutto sul traino del fenomeno editoriale è dimostrato dal titolo, che non è quello del libro (Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire) ma dell'autrce. Il film è stato prodotto da Francesca Neri che, cercando di essere per la protaonista Maria Malverde quello che per lei fu Bigas Luna (Le età di Lulu), ha dovuto pure subire l'umilizione di essere disconosciuta da qulla faccia da schiaffi di Melissa P. (che sta per?) e da Claudio Amendola, che dopo l'ultima esprienza con Vanzina sembra averci provato gusto a portare Monnezza sullo schermo.
The Producers
In Italia si chiamava Per favore non toccate le vecchiette e nel 1968 fu il primo film diretto, prodotto, scritto ed interpretato da Mel Brooks. Il film raccontava di un produttore di Broadway sull'orlo della bancarotta che in combutta con un giovane compiacente impiegato delle imposte organizza uno spettacolo dalle enormi potenzialità di insuccesso (un'apologia di Hitler scritta da un vecchio nazista) al solo scopo di frodare il fisco. Ovviamente le cose non vanno come previsto.
Dopo 37 anni Mel Brooks produce un remake del suo film con qualche piccola variazione nella trama. Ad esempio, al posto dell'attore drammatico che nel film del '68 rivelava delle insospettabili doti comiche, nel remake di oggi c'è una sexy attricetta completamente priva di talento, interpretata da Uma Turman. Nel cast ci sono anche il redivivo Matthew Broderick (nel ruolo che fu di Gene Wilder) e Nathan Lane.
Dal trailer il film sembra una gustosa commedia musicale dal sapore vintage, molto vicino all'atmosfera del primo film ed al musical che da anni si allestisce a Broadway.
Con la regia della quasi esordiente Susan Stroman, The Producers è uno dei film di punta del Natale americano, mentre in Italia, uscirà a febbaio 2006 con il titolo orignale.
sabato, 26 novembre 2005
Quo vadis, baby?
Gabriele Salvatores & Co. hanno messo su una bella attività produttiva. Fanno uscire dei romanzi con la Colorado Noir e intanto ne preparano anche la versione cinematografca con la Colorado Film. Con la Colorado Food faranno anche i popcorn da vendere alle proiezioni.
Così è successo per il romanzo di Grazia Verasani Quo vadis, baby? e così sarà anche per il noir di Luca di Fulvio La scala di Dionisio (sempre per opera di Salvatores).
In effetti la trama di Quo vadis, baby? ha tutte le caratteristiche del noir: un detective privato (donna) che indaga sul misterioso suicidio diella sorella aspirante attrice avvenuto sedici anni prima.
Peccato, erò, che in questo noir non accada nulla, o quasi, fino a dieci minuti prima della fine del film. E c'è di che rallegrarsi, visto l'aria che tira! Ma la trama di questo film (non so se anche nel libro) non è che un pretesto per raccontare una storia di vite legate al cinema. I protagonisti hanno tutti un legame particolare con il cinema (chi lo ignora, chi lo ama, chi vorrebbe viverlo e chi lo odia) ed è proprio l'oggetto cinematografico per eccellenza - la videocamera - che alla fine sarà l'unica depositaria della verità. Di per se l'intreccio si risolve in un dramma familiare, più vicino ad un giallista tradizionale come Camilleri che ad un Lucarelli.
Come giustamente ci si aspetta da uno come Salvatores nel film spiccano belle inquadrature e citazioni (a parte l'Ultimo tango a Parigi del titolo).
Bravi gli attori, sia la protagonista ex catante Angela Baraldi, che il sottoutilizzato Andrea Renzi nella parte del commissario. Come sempre commovente Luigi Maria Burruano e impeccabile, ma sempre uguale a se stesso, Gigio Alberti.
E' uscito su DVD Medusa con discreti extra (solito Making of, commento di Salvatores, special TV, trailer e video dei PFM) e soprattutto una buona qualità Audio e Video, a meno di 20 euro (su www.thrauma.it a €17,90 +sp).
Quel fenomeno del Monnezza
Nico Giraldi o Sergio Marrazzi? Il trucido o lo sbirro? Nell'immaginario collettivo del pubblico esiste solo er Monnezza, borgataro romano interpretato da un grandissimo Tomas Milian, talvolta poliziotto e all'occorrenza ladro, dotato di un cuore d'oro e di un turpiloquio inarrivabile. E' a lui che è dedicato il nuovo libro della casa editrice Un Mondo a Parte, con cui si inaugura la collana Cult, destinata ad accogliere personaggi del cinema che negli anni hanno assunto proporzioni leggendarie, rappresentando al meglio la propria epoca e stabilendo al tempo stesso una sintonia particolare con gli spettatori di ogni generazione.venerdì, 25 novembre 2005
I poster di V for Vendetta
L'uscita del film è slittata al 17 marzo 2006, ma intanto godetevi questi capolavori di poster...

Masters of Horror
Qualcuno mi ha detto, tempo fa, che le news di KinemaZOne sono fresche come l'alito di Budget Bozzo. Beh, forse è vero, soprattutto in questo caso in cui parlo per la prima volta di un evento lungamente atteso come Masters of Horror.
A Budget Bozzo, che ci legge assiduamente, ricordo che Masters of Horror è una serie di tredici film di un'ora realizzati per la televisione americana da alcuni dei più apprezzati registi del terrore del mondo, per la precisione Joe Dante, John Landis, Tobe Hooper, Mick Garris, John Carpenter, William Malone, Larry Cohen, Takashi Miike, Lucky McKee, Don Coscarelli, Stuart Gordon, John McNaughton e (last but not least) Dario Argento.
Le storie terrificanti raccontate da questi maestri (tra i quali manca clamorosamente George Romero) sono soggetti originali o tratti da classici dell'orrore. Il nostro caro Dario ha deciso di affidarsi ad un comic book di Bruce Jones e disegnato da Bernie Wrightson intitolato Jenifer.
Si tratta della storia di una ragazza mostruosamente sfigurata ma dotata di un sinistro fascino con il quale distrugge mente e corpo degli uomini che capitano sul suo cammino. Dal trailer sembra davvero un'opera all'altezza della fama del regista, un po' offuscata ultimamente da imbarazzanti produzioni come Il Cartaio. Anche l'episodio di Joe Dante sembra essere interessante, al di là del contenuto politically incorrect che ha creato già diverse polemiche.
Tutti i trailer dei minifilm sono disponibili sul sito Internet della serie.
Attualmente Masters of Horror è in programmazione via cavo sulla rete statunitense ShowTime.
In Italia arriveranno direttamente in un cofanetto DVD, oppure...
12 film 12
Anche se l'anno non è ancora finito e per dicembre sono previste uscite cinematografiche importanti, voglio anticipare tutti facendo un po' il resoconto del 2005.
Compagnuccio Simon mi toglierà il saluto per questa classifica, loso, ma so anche che ha un cuore tenero e poi si calma.
Dunque, ecco la mia classifica dei film migliori del 2005 (tra quelli che ho visto, ovviamente). Quelli omessi sono tutti a un ex aequo ad un visrtuale 13° posto:
01. Un bacio appassionato
02. Guida galattica per autostoppisti
03. Lemony Snicket: Una serie di sfortunati eventi
04. Sky High
05. Madagascar
06. Sin City
07. The Jacket
08. La guerra dei mondi
09. Romanzo criminale
10. Saw - L'enigmista, Cursed, Quo vadis, baby?
11. I fantastici quattro, Tu chiamami Peter
12. Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, The island
Inoltre, mi piacerebbe condividere la classifica dei migliori tra i film visti ma non prodotti quest'anno:
01. Se mi lasci ti cancello
02. Le conseguenze dell'amore
03. L'uomo in più
04. The terminal
05. 11 settembre 2001
06. Come inguaiammo il cinema italiano
07. Blek Giek
08. La donna perfetta
09. Mio cognato
10. La capagira
11. Nove regine
12. Certi bambini
giovedì, 24 novembre 2005
The last kiss
Un po' di tempo fa, per scherzo, avevamo detto su questo blog che Muccino negli USA avrebbe girato un film originalissimo dal titolo The last kiss. Ma scherzavamo! Era così per dire! E invece qualcuno ha pensato che la cosa poteva funzionare e quindi ecco che arriva la notizia di un adattamento americano del film di Muccino per la regia di Tony Goldwin con Zach Braff (lo splendido protagonista di Scrubs) nella parte che fu di Stefano Accorsi e Rachel Bilson (The O.C.) in quella della esordiente Martina Stella.
La notizia mi ha inizialmente stupito, ma a pensarci bene la trama del film (un gruppo di amici trentenni che vive la crisi dell'approdo alla maturità) ricorda una (qualsiasi) puntata di Friends, ma solo nella trama.
Il film americano è in post-produzione e uscirà entro il 2006.
Al di là di tutte le considerazioni sul fatto che Hollywood preferisce rifare i film italiani anzicchè comprarli e distribuirli (forse conviene anche ai produttori italiani), c'è da dire che dovunque su internet si parli di questo film c'è sempre il riferimento all'originale di Muccino. E questo fa piacere.
Muccino & Smith: come inguaieranno il cinema italiano
martedì, 22 novembre 2005
Shyamalan e Troisi
Già con The Village il regista M. Night Shyamalan aveva abbandonato il tema mistery per spostarsi più su una dimensione favolistica, ed oggi con Lady in the Water continua la direzione presa raccontando la storia di una ninfa ritrovata in una piscina di un condominio di New York (o Philadelphia?). La lavorazione di questo film, tratto da un racconto di Yan Martel e con protagonisti Paul Giamatti e Bryce Dallas Howard, è stata un po' tormentata, al punto che a maggio pareva che Shyamalan si fosse convinto a lasciare la regia a Alfonso Cuaron. Ma oggi tutto è finito. Concluse le riprese è già disponibile il trailer. Il film dovrebbe uscire la prossima estate.
Una chicca: la musica del trailer è il tema di Bacalov tratto da Il Postino con Massimo Troisi.
domenica, 20 novembre 2005
The Jacket
Credevo si che The Jacket fosse un psyco-thriller, tipo L'uomo senza sonno o Spider, e invece mi sono ritrovato di fronte ad un autentico time-trip movie, genere che mi affascina ma inevitabilmente mi irrita. Però non è che mi sono sbagliato di grosso. The Jacket coniuga bene i due generi, solo che come film è sicuramente di target più commerciale per cui inevitabilmente pervaso da un politically correct che ne rende banale l'epilogo. La storia è quella di Jack Stark (Adrien Brody), un reduce della guerra in Iraq del 1991 che al ritorno per una ferita che quasi lo ha ucciso viene ingiustamente accusato di omicidio. Durante la sua permanenza nell'ospedale psiachiatrico Jack scopre di aver acquisito il potere di viaggiare nel futuro.
Jack, quindi, ha il privilegio di morire due volte. La prima volta viene sparato da un bambino al quale voleva correre in soccorso, ma nella sua seconda vita riesce a salvare dall'autismo un ragazzino ed a cambiare la vita alla piccola Jackie(Keira Knightley), l'unica persona che si ricorderà di lui dopo la sua imminente morte. Contrariamente, invece, il dottor Becker (Kris Kristofferson) che ha in cura Jack, non riesce con i suoi metodi segregativi a ridare un'umanità ai pazienti dell'ospdale psichiatrico.
Il film ha un'ottima sceneggiatura, Adrien Brody è il solito - nel bene e nel male - e così anche la Knightley - solo nel bene - che credo a ragione poter ritenere l'attrice più bella attualmente in circolazione (speriamo non si gonfi anche lei fino a sembrare la mucca Carolina).
Come tutti i film sul tema, ci sono alcune illogicità fastidiose, tipo il fatto che Jack rivela ad una dottoressa qualosa che lei gli ha rivelato in una sortita nel futuro di aver appreso dallo stesso Jack nel passato...ODDIO CHE FASTIDIO!!
Non mi pare che questo film abbia riscosso un gran successo quando è uscito nelle sale, forse a causa della mancanza di originalità Sono troppi i film che ricorda. Oltre quelli già nominati è semplice trovare riferimenti (o anche plagetti) a L'esercito delle 12 scimmie e Qualcuno volò nel nido del cuculo, esplicitamente citato nella scena della terapia di gruppo in cui Jack agita i pazienti.
In definitiva, un film gradevole e avvincente, non noioso, da domnica pomeriggio in DVD, senza pretese. Ed è già molto!
sabato, 19 novembre 2005
Fallujah: la strage nascosta
Credo che chiunque disponga di un (seppur piccolissimo) strumento di comunicazione abbia il dovere di diffondere la videoinchiesta sulla strage di Fallujah di RaiNews24.
Invaxon - Alieni in Liguria
Nel 2004, per iniziativa dei componenti del gruppo rock dialettale genovese I Buio pesto, la Regione Liguria ha sponsorizzato la realizzazione di InvaXon, un film di fantascienza con l'obbiettivo di diffondere e rafforzare l'immagine della regione e di raccogliere fondi per la ricerca sulla sindrome di Martin-Bell. Hanno quindi lavorato gratis nel film tanti personaggi di origine ligure, da Vergassola ai Ricchi e Poveri, da Bruno Lauzi ai Mattia Bazar più dei personaggi dello sport che io non conosco (perchè ignorante in materia). Nel 2004 il film è stato proiettato in alcune sale liguri riscuotendo un certo successo (15.000 spettatori) e recentemente è stato trasmesso dal satellitare Jimmy. Il risultato? Beh, certamente non è il caso di giudicare InvaXon come film di fantascienza. La storia è molto semplice e gli effetti speciali, per quanto curati, sono tecnologicamente fermi ali anni '80.
Il tutto poteva essere fatto un po' meglio, magari indugiando meno su alcune scene, come quella della partita di calcio o quella della preparazione al lancio dello Shutle, girata tra l'altro all'interno della Nasa a Cape Canaveral grazie alla mediazione dell'astronauta italiano Franco Malerba, anche attore nel film. Forse, se invece di un film si fosse fatto un mediometragio sarebbe stato più gradevole.
Il film racconta dell'arrivo a Genova ed in altre città della Liguria di un gruppo di extraterrestri i quali dapprima si comportano da popolo arrivato in pace e poi tentano di sterminare gli abitanti per occupare tutto il pianeta.
Quello che si apprezza di tutto il film è l'impegno e la buona volontà dei realizzatori. Lo scopo di valorizzare l'immagine della Liguria è pienamente raggiunto. Devono essere davvero brave persone da quelle parti...
Hostel: Guida turistica per saccapelisti
Con la regia di Eli Roth (Cabin Fever) e la produzione (chissà se effettivamente executive) di Quentin Tarantino, arriverà a gennaio negli USA (da noi a marzo) Hostel, il nuovo thriller/horror basato sule torture di un pazzo maniaco su dei giovani saccapelisti americani in cerca di sesso facile in ostello cecoslovacco noto per essere molto libertino.
Su Internet è già disponbile un trailer che fa ben sperare agli amanti del cinema sanguinolento, a quelli cioè che del cinema tarantiniano hanno apprezzato soprattutto ed esclusivamente il lato cruento. Ed infatti il nome del regista del Tennessee è messo ben in evidenza sul sito del film con quel verbo "presents" che onestamente non ho mai apprezzato. Mi sa tanto di raccomandazione, di bollino di certificazione di un genere, e mi sa tanto anche di bufala, nel senso che molto probabilmente Tarantino il film nemmeno l'ha visto ma solo intascato qualcosa (denaro o sponsorizzazioni). Comunque il già citato sito ufficiale del film, ancora soltanto con il trailer e un Message Board, è davvero terrificante. Attenzione quando ci andate, potreste davvero spaventarvi.
Si dice che la trama di questo film, per quanto nella resa visiva ricordi il classico Non aprite quella porta, sia ispirato ad una storia vera.
venerdì, 18 novembre 2005
Uno scimmione americano a Roma
E' attivo dal 4 novembre FanaticaboutKong (www.fanaticaboutkong.com) il sito ufficiale dei fans italiani di King Kong: un luogo virtuale dove reperire ogni curiosità, novità, retroscena del film di Jackson, in uscita nelle sale italiane il 16 dicembre e partecipare all'anteprima che si svolgerà a Roma il 14 dicembre. Attraverso FanaticaboutKong.com sara possibile, infatti, per i fan di Peter Jackson e di King Kong tentare di partecipare all'anteprima-evento del film. Iscrivendosi a FanaticaboutKong.com si può partecipare al Quiz Kong, un gioco per mettere alla prova le proprie conoscenze sul cinema di Peter Jackson e il mondo di King Kong. Il sito della community vuole infatti coinvolgere nel lancio del film non solo quanti hanno conosciuto l'autore neozelandese con la trilogia de Il Signore Degli Anelli, ma anche i fans storici di Jackson (che lo seguono da sempre, fin dai primi passi nel mondo del cinema splatter) e i moltissimi ammiratori italiani del gorilla più famoso della storia del cinema. Partecipare è semplice. Basta andare su www.fanaticaboutkong.com, iscriversi alla community e rispondere ai quiz che verranno messi on line fino alla fine di novembre. I cento navigatori più jacksoniani e più kingkonghiani avranno la possibilità di partecipare, come le star, all'esclusiva prima italiana del film, che si svolgerà nella capitale il 14 dicembre. www.fanaticaboutkong.com.
Golden Age
Se volessimo, per estrema pigrizia, citare soltanto uno dei film realizzati dallo scomparso sceneggiatore romano, ad esempio La banda degli onesti, questo basterebbe per far capire di quale grande ed unico artista sia stato Age. Di personalità del nostro cinema, alcune ancora viventi, ce ne sono tantissime, ed ahimè tutte attive nello stesso periodo della nostra storia, ma se intitoliamo in questo modo il post non è per il puro gusto di fare un gioco di parole, ma perchè effettivamente, analizzando la filmografia di Age non si può fare a meno di notare che non esiste un grande del cinema italiano con il quale non abbia lavorato. Tempo fa ho letto una lunga intervista rilasciata ad Andrea Pergolari (La fabbrica del riso) e mi ha divertito tantissimo il modo in cui Age raccontava aneddoti sul cinema citando personaggi che oggi sono dei miti come se fossero stati compagni di squola o dei ragazzini alle prime armi.
venerdì, 11 novembre 2005
Nuovi corti di Grezzofilm
Ha fatto le cose in grande stavolta il buon Andrea Camerini. Per rilanciare la figura del leggendario eroe sudamericano, dopo il flop del secondo filmone di Banderas, la Grezzofilm regala agli spettatori del web due (dico due) avventure avvincenti dello spadaccino mascherato. Si tratta di Il segno di Zorrro e La maschera di Zorrro che ci presentano l'eroe in una dimensione domestica che Hollywood finora ci ha negato.
Oltre le citate avventure, tra le novità di questo mese su Grezzofilm ci sono anche un sequel di Casablanca (per la verità non molto originale nella sua demenzialità) e uno spot di un'acqua minerale povera di sodio di cui si sentiva la mancanza.
Stavolta sono più divertenti le presentazioni di Andrea che i corti in se per se (insuperabile lo spot antipirateria) ma va benissimo anche così.
Ma adesso, Andrea, le facciamo o no queste fictione sulle avventure del Troio?
mercoledì, 09 novembre 2005
Sky High - Scuola di superpoteri

Essere figlio di un supereroe può essere un grande vantaggio, a patto di aver ereditato almeno in parte i poteri del genitore. Se così non è, allora la vita può diventare un vero e proprio incubo, dal momento che un genitore difficilmente accetta per il figlio un destino diverso da quello che ha progettato per il suo ragazzo. E' questo è proprio il dramma che vive il piccolo Will (Michael Angarano), figlio non di uno ma di due super eroi (Kurt Russel e Kelly Preston), che bluffa fin che può facendo credere ai supervecchi di essere superforte finchè, arrivato all'esclusivo college Sky High per superstudenti, non si ritrova relegato nella sezione degli aiutanti, gli alunni senza poteri o con poteri poco utili.
Trama cretina? Beh, forse, ma Sky High è sicuramente uno dei migliori film su super-eroi che ho visto ultimamente. Il gioco della commedia è quello de Gli Incredibili, ossia la vita dei supereroi vista nella cornice familiare, con accenni (citazioni) alla scuola del prof. Xavier degli X-Men, ma forse questo film supera in spettacolarità i modelli per gli effetti speciali davvero perfetti e originali e la simpatia degli interpreti. In bilico tra la parodia e l'omaggio ai fanta-fumetti americani (non so se esiste una precedente versione cartacea) il film è molto più profondo di quanto sembra. La psicologia dell'adolescente afflitto dalla dicotomia tra quello che è e quello che gli altri vorrebbero che fosse è resa molto meglio in questo piccolo film Disney che in opere certamente più liriche e pretenziose.
Da antologia la scena della selezione degli studenti in cui ognuno mostra i propri super poteri con Bruce Campbell nella parte del coach che giudica e assegna alle sezioni.
Un film divertente e spettacolare, e non necessariamente una stupidagine.
Love for dummies
Abbiamo rischiato di ritrovarcelo a rappresentare il cinema italiano agli oscar (ma poi è andata anche peggio) ed ora Manuale d’Amore sbarca ad Hollywood per altre vie. Il produttore Aurelio De Laurentiis, in preda ad una crisi di onnipotenza, ha appena terminato le trattative per la realizzazione di un remake americano del film di Giovanni Veronesi, per la regia di Alexander Payne. Ora, non che abbia qualcosa da obiettare al fatto che per esportare in un paese straniero un nostro film occorra farlo rifare dagli indigeni (e ci sarebbe da discutere), ma in questo caso davvero mi chiedo il senso dell’operazione. Non tanto per De Laurentiis, che ha un suo ritorno in termini di business, ma per gli Americani. Cosa c’è nel film di Veronesi di così originale da richiedere l’acquisto dei diritti per rifarlo? Il film, per chi non lo ha visto, è formato da quattro episodi che rappresentano, in maniera molto scontata e impersonale, quattro fasi di storie d’amore: l’innamoramento, il tradimento, l’abbandono e la crisi. Niente, ma davvero niente di originale, a parte il pretestuoso trait d’union tra le storie rappresentato da un libro (il manuale d’amore del titolo) che in qualche modo (forzato) rientra nelle quattro storie. L’unica valenza del film è nel cast in cui compaiono noti attori che, per mancanza di un copione che definisca bene i personaggi e di una direzione come si deve, non possono fare altro che attingere dai propri repertori. E per fare una cag… del genere c’è bisogno di acquisire dei diritti?
Che pacco!
Cronenberg per Faletti e Lynch per Carcavallo
di Ferdi Carcavallo
Arriva in questi giorni su tutte le webzine specializzate la notizia dell'ingaggio del grande David Cronenberg per la direzione del film tratto da Io uccido di Giorgio Faletti. Tale notizia nasce dal fatto che il produttore Aurelio De Laurentiis ha spedito al regista canadese la sceneggiatura di Davide Ferrario, la quale, se le poste sono state efficienti, ora dovrebbe trovarsi sulla scrivania della segretaria dell'agente di Cronenberg. Quindi tutto è pronto.
Giusto il tempo che a Cronenberg arrivi la sceneggiatura, che la legga, che accetti, che si metta d'accordo per il compenso, che firmi il contratto, che De Laurentiis liquidi Beresford (che fine ha fatto?) e il gioco è fatto.
E a proposito di scoop, ecco un'altra anticipazione. David Lynch dirigerà Buchi e Bruchi, tratto dall'inedito romanzo del sottoscritto scritto quando avevo 18 anni. Infatti ho appena spedito via FedEx al regista americano una copia (l'unica) del libro. Dobbiamo solo aspettare che qualcuno gliela traduca, che lui la legga, che accetti, che trovi un produttore ed il gioco è fatto.
sabato, 05 novembre 2005
Bennato and friends
Quando tra le fine degli anni '70 e gli inizi degli '80 Edoardo Bennato era il dominatore assoluto degli stadi e delle classifiche italiane, gente come Lorenzo Cherubini, Max Pezzali, Raf e Piero Pelù muovevano i primi passi nel mondo della musica e se qualcuno di loro ha visto possibile la realizzazione del sogno del rock italiano lo deve certamente al cantautore napoletano. Così, dopo circa venti anni eccoli a raccolta alla corte del maestro a redergli omaggio supportandolo con la loro arte nel rilancio sul mercato di E' arrivato un bastimento, concept album di Bennato del 1983 che fu un flop di vendite davvero inaspettato dal momento che solo tre anni prima Edoardo aveva scalato le classifiche con due album usciti in contemporanea.
La fantastica storia, quindi, è la raccolta di duetti e cover di artisti italiani di quelle canzoni, nel tentativo di dare una struttura da musical alla storia del Pifferaio Magico. Non tutte le canzoni, però, sono tratte dall'album del 1983. Per esempio Jovanotti ha avuto l'onore di riadattare una delle prime e più belle canzoni di Bennato, Detto tra noi, con un risultato decisamente soddisfacente. Moltre delle interpretazioni sono devi veri e propri sacrilegi (soprattutto i Zeropositivo e Daniele Groff) , per chi come me le ha amate in gioventù, ma questo non è un disco per i fan di Bennato, ma bensì per chi per ragioni anagrafiche non lo ha conosciuto a fondo o lo considera quello del Gatto e la volpe e Viva la mamma. Da segnalare positivamente, a parte Jovanotti, le performances di Nicolò Fabi, Morgan e Negrita.
Edoardo Bennato: E' tornato il bastimento
martedì, 01 novembre 2005
Sky High - Scuola di superpoteri
Sarà a causa che in questo momento in Italia la scuola è tema di animate discussioni che l'uscita di questo divertente film della Disney, che doveva uscire il 21 ottobre, è stata rimandata. Sky High potrebbe essere considerato sotto certi aspetti come la versione umanizzata de Gli Incredibili. Si narra di una scuola per supereroi in cui gli alunni sono divisi in sezioni a seconda della valenza dei propri super poteri. In questa speciale scuola c'è anche Will, il figlio di una coppia di acclamatissimi supereroi, che è la disperazione dei genitori essendo un semplice normodotato, anche particolarmnte mingherlino. Ovviamente gli effetti speciali si sprecano, un apoteosi di tecnologia visiva nettamente superiori ad altri ben più ambizioni film, come Fantastici 4 e The Hulk. Il tema della frustazione da inadeguatezza e del dificile rapporto tra padri e figli sono ovviamente soltanto accennati, ma l'obietrtivo del film è sicuramente un altro. Nel cast Kurt Russel e Kelly Preston nel ruolo dei supergenitori e Lynda Carter (Wonder Woman in TV) in quello della preside.
La recenZOne
Sito italiano e trailer
Godsend
Ma quanto è carina Rebecca Romjn-Stamos...Vabbè!
Allora, 'sto film. Mah, avevo sentito parlare malissimo soprattutto della performance di Robert De Niro e della sua inadeguatezza al ruolo di scienziato. Ma direi che questa è la pecca minore del film, anche perchè si percepisce appena la presenza del grande attore. Paragonerei, infatti, la sua anonima prestazione al suo stesso cameo in Brazil di Terry Gilliam, in cui non lo si vedeva nemmeno in volto. Per il resto il film segue canoni ipercollaudati del triller a sfondo genetico, senza tuttavia confzionare un buon taglia e incolla.
Nel vedere questo mediocre thriller ho fatto caso, però, a come ormai i temi della clonazione e della fecondazione artificiale abbiano dato vita ad un sottogenere dello Sci-Fi che potremmo definire gene-Thriller.
Un gene-Thriller lo si riconosce innanzitutto dai titoli di testa, nei quali non devono mancare scene di microscopio con spermatozoi, embrioni e aghi che penetrano ovuli. Tra i personaggi deve esserci sempre un genetista, possibilmente pazzo, che per almeno cinque minuti deve fare la sua lezioncina di genetica e quindi parlarci di DNA, embrioni fecondazione.
Il film più vecchio con le caratteristiche di gene-Thriller che ricordi è I ragazzi venuti dal Brasile di Franklin J. Schaffner in cui uno scenziato nazista clona da un lembo di pelle del Furher una serie di piccoli Hitler disseminati nel mondo. Poi c'è stato Alien-La clonazione e il mitico Jurassik Park che thriller non era ma introduceva il tema della clonazione in un periodo in cui questa parola non era più fantascienza. Un bell'esempio del genere è stato invece Gattaca di Andrew Niccol mentre la degenerazione è sicuramente il recente The Island di Michael Bay, quasi un pourpourri di tutti i film precedenti. Sotto forma di commedia sentimentale c'è stato Mi sdoppio in quattro (Multiplicity) di Harold Ramis. Ve ne vengono in mente altri?
Le memorie di Adriano
Smessi i panni di Zorro, Antonio Banderas si accingerà ad interpretare il ruolo dell’imperatore Adriano ne Le memorie di Adriano, diretto da John Boorman e tratto dall’omonimo romanzo di Margherite Youcenar che dovrebbe uscire nelle sale entro il 2006. Il film sarà una produzione italiana e si avvarrà dello scrittore Valerio Massimo Manfredi per la sceneggiatura. Pare anche sicuro il coinvolgimento di Monica Bellucci nel cast assieme al divo spagnolo nel ruolo di Plotina, ma niente di ufficiale. John Boorman è un regista molto particolare, che personalmente ho apprezzato per l’originalità del grottesco sci-fi Zardoz ed il cui recente In my country ha contribuito a riportarlo in auge. Il film descriverà gli episodi salienti della vita dell’imperatore romano così come lo stesso Adriano le racconta nel 137 d.C. al suo successore Marco Aurelio in una sorta di testamento spirituale. Quindi, più che un peplum o un kolossal sulla scia di Troy o Alexander, il film di Boorman si configurerebbe come una rilettura della storia moderna attraverso la figura di un personaggio del passato, proprio come fece la Youcenar che scrisse il libro durante la seconda guerra mondiale.
Speriamo che sia femmina
Sì. E' femmina!



