lunedì, 27 giugno 2005
La fabbrica del riso
di Ferdi Carcavallo per KinemaZOne
Di storie del cinema italiano ne esistono tante. Tutte validissime (personalmente preferisco quella di Brunetta) e prezionse dal punto di vista storiografico, indispensabili per chi voglia seguire l'evoluzione del cinema italiano, con tanto di date in cui far iniziare o morire un filone, ma anche per capire meglio i capolavori dei nostri maestri.
L'approccio storiografico è del tutto estraneo a Andrea Pergolari ed al suo libro La fabbrica del riso.
Andrea lascia giustamente ad altri l'arduo e nobile compito di conservare la memoria di un'arte concentrandosi nel raccogliere preziose ed eccelse testimonianze sulla genesi delle sceneggiature cinematografiche.
L'approccio utilizzato da Andrea è documentaristico. Il libro riporta, infatti, 32 interviste ai maggiori sceneggiatori italiani del periodo del neorealismo e della commedia all'italiana, nelle quali non solo i personaggi raccontano se stessi, il loro approccio al cinema e le proprie fortune, ma spiegano ad Andrea, e quindi a chi legge, le varie fasi della genesi di alcuni tra i maggiori film italiani di tutti i tempi.
E' molto interessante il fatto che all'interno di più interviste viene ripercorsa la storia della nascita di uno stesso film, e quindi diventa anche divertente vedere la storia del cinema dai punti di vista di differenti protagonisti.
Personalmente quella che ho apprezzato di più è stata l'intervista a Suso Cecchi D'Amico. Senza nulla togliere agli altri, ma credo che questa donna dovrebbe essere fatta santa per quello che ha dato e continua a dare al popolo italiano.
Andrea Pergolari con questo libro del 2004, che solo ora ho scoperto, continua un'opera di diffusione della conoscenza del nostro cinema davvero encomiabile. Per chi non lo sapesse Andrea Pergolari è l'autore di un bellissimo Dizionario dei protagonisti del cinema comico e della commedia italiana, in cui si trovano le biografie di personaggi presenti nel nostro immaginario filmico ma ai quali non siamo mai riusciti a dare un nome, e curatore per Un mondo a parte, assieme ad Alberto Pallotta, di una collana di libri dedicati alle sceneggiature dei capolavori del Cinema Italiano (I soliti ignoti, La banda degli onesti, Un americano a Roma, Febbre da Cavallo).




